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| in autobus di felixbo commento di Mario Zacchi |
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Prima che si apra, giustamente, la consueta diatriba steet si/no, fino a che punto, dove, come, ecc. ... ti dico che mi piace a prescindere. Un' espressione che racconta (soprattutto a chi va in bus o in metrò, ma non solo) ed un bianco e nero molto ben fatto.
Ma ti sei accucciato di nascosto per scattarla?
Ciao  |
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| Autunno in un parco cittadino di cerasus commento di Mario Zacchi |
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Sembra proprio di capire che l' asse portante siano foglie, colore (giallo in prevalenza) e vuoto. Dando per inteso che l' obiettivo fosse questo, da osservatore non posso non constatare però la mancanza di un qualcosa in più, che riesca a rendere l' insieme più coinvolgente, pure nel rispetto della linea tematica (un qualche particolare, una qualche inquadratura meno convenzionale ...). Detto ciò trovo la foto di apertura e la 69 due discrete immagini che possono reggere anche da sole. Piacevole il trattamento cromatico senza eccessi (tentazione forte di sti tempi, non solo stagionali )
Ciao  |
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| prove in studio nikon f di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Bella
Se posso ... qui ci vorrebbe un naso di ferro
Scherzi a parte, se dovessi mai rifarla bisognerebbe che studiassi qualcosa per evitare che il naso si schiacci così tanto.
Il pregio di fondo rimane, ma indubbiamente la forma (a livello del naso) non è al top.
Ciao  |
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| st di eidos2oo7 commento di Mario Zacchi |
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Dei due, per me, il secondo taglio è il più conveniente, sia geometricamente che per lo sfocato in primo piano che non dice molto. Credo potrebbe essere ancor più convincente rettangolare, in proporzione al formato originale, con taglio basso della parte sfocata.
Il fogliame, per gamma tonale, si appiattisce uniformemente sullo sfondo, staccato solo dai contorni e dalle ombre: è un effetto "disegno" che può risultare piacevole.
Ciao  |
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| .... di buscetta67 commento di Mario Zacchi |
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| Birinni ha scritto: | | ...sembra di essere in Egitto |
In un certo senso .. ma manca una profondità adeguata "della piana"
Per me la foto termina un po' troppo presto, in alto, anche lasciando da parte eventuali somiglianze e limitandoci alla realtà, cioè ai fregi architetonici.
Ciao  |
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| Bianco e Nero di Gasp! commento di Mario Zacchi |
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Probabilmente l' avrai cercato quest' eccesso sui mezzi toni, per accentuare la chiave drammatica già introdotta con il cielo filtrato. Personalmente, comunque, trovo troppo artificiale l' effetto complessivo. Un maggiore realismo della neve non avrebbe affatto tolto impatto alla tua immagine, anzi l' avrebbe resa intensamente vera. Chiaro è che sempre di gusti e scelte personali si tratta.
Ciao  |
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| ... di Kr33p commento di Mario Zacchi |
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| Kr33p ha scritto: | Quando dici "...che però soffre per quella parte superiore che non si stacca adeguatamente..." è dovuto al fatto che il cielo e il telo bianco sono troppo simili?
Perchè posso recuperarlo nel raw.
Ho forzato troppo con i bianchi del telo (volutamente) pensando di fare la cosa giusta e per ottenere più pulizia...ma tu mi fai notare che invece è un errore.
Spero di aver capito bene la tua frase e ti ringrazio per la dritta.
Ciao  |
Il bianco è una brutta bestia Non dev' essere "troppo bianco" altrimenti la materia perde consistenza, ma non può essere nemmeno troppo spento, perchè fa in fretta ad apparire grigio. E' inutile farne una discussione per quel che vediamo qui a video: ci sono troppe variabili in gioco, insieme ai limiti del mezzo.
Una cosa che si può dire è che la percezione di quanto bianco sia un elemento della foto è legata agli altri elementi della stessa foto con i quali inconsapevolemente lo confronti. Ma non solo. E' legata anche all' "ambiente" nel quale guardi la tua foto, che inizia dal passpartout (se è bianco il tuo divano ti sembra più grigio di quanto non sia realmente e viceversa) e finisce con le condizioni di illuminazione della stampa. Questo è qualcosa di cui bisogna tenere conto quando si va a realizzare la "bella copia" da mostrare dal vivo.
Se prendiamo la foto così come la vediamo, l' osservazione sulla parte alta è legata alla possibilità, in stampa (la bella copia), di rappresentare effettivamente questo debole stacco tonale, per non trovarci a veder sfumare il "divano" sullo sfondo e con esso una fetta consistete del pregio della foto. Non l' idea, ovviamente, ma la sua rappresentazione fisica che è, però, tutto ciò che un osservatore ha di fronte e può giudicare.
Quindi, per ottenere un buon risultato finale, dovrai giocare bene sul filo, intervenendo in sicronia, tra sotto e sopra, per ottenere un stacco convincente e rappresentabile sulla carta, senza che questo appesantisca o spenga l' insieme.
Ciao  |
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| Sweet dreams di belgarath commento di Mario Zacchi |
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| Andrea Comelato ha scritto: | | .. secondo me è anche lei un elemento fondamentale della foto. |
ah! ... vedo che sono in buona, anzi ottima compagnia Dopo aver guardato la divertende coppia, ho fatto una mega zoommata per capire se la terza passeggera ti stesse guardando male: sarebbe stata la cigliegina sulla torta, ma non mi sembra guardi te.
Ciao  |
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| ... di Kr33p commento di Mario Zacchi |
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Se in questa foto c' è un aspetto che merita davvero d' essere messo in evidenza, ebbene questo sta in ciò che si legge tra le righe di alcuni commenti: l' aver trasformato, fotograficamente, un "oggetto contadino" in uno dei simboli del glamour e dell' eleganza femminile: la sottoveste
Ciò è potuto accadere per la forma delle pieghe, per il "colore", per il "divano", ma soprattutto perché hai intelligentemente escluso dall' inquadratura qualsiasi riferimento che potesse ricondurre l' oggetto alla realtà, alle sue dimensioni.
Quindi il plauso va si al bianco e nero intrigante (che però soffre per quella parte superiore che non si stacca adeguatamente, che è un fatto non trascurabile), ma soprattutto all' intuizione, alla capacità di vedere dove sta La Foto tra tutte le foto possibili in quel frangente.
Ciao  |
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| T. & S. di Davì commento di Mario Zacchi |
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| Davì ha scritto: | | ... Riguardo ai difetti, vi riferite solo al mosso? ... |
... e alle bruciature, in particolare quella sulla sinistra che apre il fotogramma su fianco.
A me pare più sfocatura del primo piano che mosso.
Ciao  |
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| Un giorno tra fango, mattoni e ciminiere di Steele commento di Mario Zacchi |
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Premetto che mi pare manchino due foto che sembra non si scaricano ... ne vedo tre poi buco, poi una, poi buco, poi le ultime due. Ma può essere che dipenda dal mio pc e dalla linea lenta.
Per il resto, vabbe' che sono di parte per via del b&n si tratta di una raccolta di foto discrete, come contenuto, con due potenziali perle: la terza (cammello da tiro) e quella che per me ora è la quarta (bimbo nero con badile a lato sx). Purtroppo il potenziale sfuma sui volti sottoesposti, almeno per quanto mi è dato di vedere a video ed anche dopo averle scaricate e aperte in PS. Magari l' originale è meglio ... Speriamo.
La prima foto, quella d' apertura, contestualizza abbastanza bene, sia per l' ampio campo di ripresa che per il primo piano. Un punto a sfavore, sul piano descrittivo, può essere non aver (o non aver potuto) cogliere personale visibilmente all' opera, piuttosto che visibilmente inerte.
La seconda, colta così di spalle e non molto dinamica, non vibra come le due di poc' anzi, ma è comunque di una certa efficacia sul piano descrittivo. Con il teatro di ripresa in gran parte in ombra (aperta), è risultata visibilmente meno contrastata rispetto alle altre e potrebbe reggere un leggero ritocco in questo senso, volendo arrivare ad una maggiore omogeneità con gli altri scatti.
Analogamente, quanto appena detto, ad eccezione del discorso sul contrasto, penso si possa sostanzialmente ripetere riguardo la penultima, mentre trovo l' ultima, in un certo senso, "istituzionale", cioè una di quelle foto che ti aspetti di vedere in lavori così, anche se non necessariamente sempre uguale.
Nel complesso, salvo eventuali integrazioni a queste considerazioni se ricompaiono le foto che ora non vedo, trovo questo piccolo reportage una buona testimonianza su condizioni e metodi di lavoro in questo luogo, con tre potenziali finestre sul lato umano interiore, offerte dai volti; potenzialità purtroppo in parte sfumata per la sottoesposizione indotta che, se in altre aree dei fotogrammi è più accettabile perché conseguenza di una scelta stilistica che privilegia forti contrasti, nello specifico penalizza troppo perché di fatto chiude molto queste finestre.
Ciao  |
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| Tibet_01 di grunland commento di Mario Zacchi |
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Se ti fossi fermato alla prima serie avrei detto: bei ritratti, ma il Tibet, quello dei luoghi, delle atmosfere selvagge, della natura incontaminata, dei grandi spazi ce lo dobbiamo immaginare. E' vero che volti e costumi spesso parlano da soli e sono capaci di raccontare molto della terra dalla quale provengono e che se ne sente la mancanza in un servizio basato eventualmente sui soli luoghi, ma solo volti ... avremmo dovuto chiamarlo Volti del Tibet Ma è con l' integrazione successiva che riscatti (molto bene) il tuo proposito, come ha già correttamente sottolineato Webmin, che peraltro aveva anche già espresso più o meno gli stessi concetti che ora ti scrivo io.
Ciao
PS: Questo post dà l' opportunità di ricordare a chi legge che Reportage è un racconto fatto per immagini e come ogni racconto necessita di soggetto, di trama o filo logico, di svolgimento coerente, di apertura e chiusura, di senso compiuto ...
Se si postano splendide foto che però non stanno tra loro in questa costruzione, il commento sul complesso del lavoro non potrà essere positivo perché l' oggetto, del commento, è proprio il complesso del lavoro e non le singole foto che possono restare comunque ottime.
Un promemoria per chi pubblica, ma anche per chi si ferma su queste pagine a commentare.  |
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| Musico en la calle di seaxx79 commento di Mario Zacchi |
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Scorrendo le foto l' impressione più forte che ho è quella di uno sguardo (il tuo) troppo esterno, distaccato, come se avessi scattato senza essere realmente coinvolto e il risultato ne è lo specchio: tiene l' osservatore a distanza, come se guardasse questa festa dalla superficie senza mai esservi immerso completamente.
A mio parere non bastano alcune inquadrature non convenzionali per coinvolgere chi guarda o, perlomeno, lo stile deve supportare il contenuto; serve cioè qualcosa di più, di cui c' è una traccia apprezzabile nelle 8, 9 e 10 che funzionano assai meglio, per esempio, della prima. Le altre sono molto lontane, scondo me.
Ciao  |
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| T. & S. di Davì commento di Mario Zacchi |
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| Webmin ha scritto: | Una visione per certi versi molto concettuale, che al di là dei rigidi formalismi, in termini d'incisione, restituisce una visione scandita di elementi che possono trascendere l'apparenza formale per restituire una visione idealizzata.
Ciao  |
Mi associo per il contenuto della foto, alla quale sarebbe davvero giovata una maggiore cura tecnica per ottenere così un risultato più completo.
Ciao  |
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| Passeggiando sulla spiaggia - Report - di Piotre commento di Mario Zacchi |
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Sarebbero stati troppi se ne avessi inseriti altri (mi rendo conto di aver cancellato inavvertitamente una parte dell' ultimo post, che risulta monco ).
Si può, non si può ... meglio chiederesi se è opportuno, se sarebbero efficaci. Personalmente non lo credo: che te ne fai di 5-6 riprese ravvicinate di bottiglia rotta sulla sabbia o simili? Del luogo dicono poco. Una o due bene inserite (nella successione) invece ci possono stare, per far toccare con mano all' osservatore.
Ciao  |
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| vecchia cartiera di superbotta commento di Mario Zacchi |
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L' ombra in primo piano ed il cielo scurito in conversione formano una efficace quinta per questa luce drammatica e forte, che dà alla scena, in sinergia con la focale usata, un aspetto quasi irreale.
Il bianco e nero è sostanzialemnte ben fatto, anche se eccede sul cespuglio a destra che andrebbe bruciato almeno un po', giacché ormai lo hai incluso. Analogamente brucerei lievemente anche il paletto a sinistra.
L' inquadratura lascia un po' troppo centrale la ciminiera senza che questo trovi, nell' economia della foto, un motivo valido. Volendo ' c è spazio per tagliare qualcosa, in proporzione al formato, partendo dall' angolo superiore destro.
Ciao  |
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| Dell'automotrice e delle stagioni di GiorgioStagni commento di Mario Zacchi |
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| GiorgioStagni ha scritto: | Condivido il problema della foschia e anche della primavera "troppo inoltrata". Alle volte... si deve prendere il meteo che passa il convento, specie quando i luoghi non sono proprio sotto casa. So che questa non è una scusante: vedendola in positivo, però, direi che il lavoro è "in progress", la prossima primavera magari esce meglio!
Invece sul "numero" delle stagioni non mi hai convinto del tutto Secondo me a volte sono più di 4, e un inverno senza neve può meritare di essere altrettanto "inverno" e diverso da uno con neve. |
Comprendo il discorso del "meteo che passa il convento" ma del resto noi qui possiamo solo guardare il risultato, non le intenzioni (che però immaginiamo e che sono evidentemente buone). Comprendo altrettanto il tuo discorso sulle stagioni che non sempre ci regalano visioni conformi agli stereotipi che ne abbiamo in mente, ma sui quali, consapevolemente o no, facciamo leva per interpretare ciò che ci passa dinnanzi agli occhi. Il tuo punto di vista, nel merito, è, per certi versi, strettamente lato-autore e può dare origine a lavori di non facile (o almeno non immediata) lettura/interpretazione. Quindi credo che alla fine si tratti di vedere qual' è lo scopo di questi lavori e tenerne conto al momento di realizzarli.
Ciao  |
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| Passeggiando sulla spiaggia - Report - di Piotre commento di Mario Zacchi |
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Visioni a tratti romantiche, a tratti pittoriche e/o metaforiche e a tratti più distaccate, raccolte così per comunicare i diversi sentimenti che possono cogliere chi decida di trascorrere qualche momento passeggiando sulla spiaggia. Tuttavia le foto, nell’ insieme, sembrano scattate in momenti molto diversi della giornata, per luce ed aspetti atmosferici, se non addirittura in giorni diversi e questo, probabilmente, è all’ origine di quella mancanza di collegamento, tra foto e foto, che si percepisce a pelle e che invece, stando alla premessa, dovrebbe ritrovarsi in questo tuo momento trascorso passeggiando sulla spiaggia.
Ciao  |
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