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Commenti
BelVedere
BelVedere di Francesco Ercolano commento di pamar

Bella immagine. A suo modo un classico, ma sui generis grazie all’effetto di distorsione che lo rende particolare e diverso dal solito. Distorsione accattivante e sottolineata dalle geometrie date dalle linee bianche al suolo. Un elemento dell’immagine mi sfugge: perché questa asimmetria destra/sinistra della finestra ed il sopra della stessa tagliato? Scelta consapevole e voluta per esprimere un’idea o impedimento?

Marco
Luna piena dietro il Castello
Luna piena dietro il Castello di Massimo Tamajo commento di pamar

Lo schiacciamento é un fenomeno naturale

https://sites.google.com/a/primaria.iccastelcovati.it/scienze/home/perche-luna

Spiegato proprio nelle ultime righe dell'articolo.

Marco
Whitby Abbey
Whitby Abbey di PieroF commento di pamar

Mmmm.....io, nel giudicare una fotografia, solitamente, mi soffermo su vari elementi che la caratterizzano. Li prendo in considerazione e mi domando se come sono stati fatti e/o scelti "danno" un qualcosa di significativo, sono migliorabili o addirittura errori. Riguardo questa fotografia, a mio avviso, non vedo scelte dell'autore erronee o che non contribuiscono al risultato finale. Per esempio due elementi che forse potevano dare un risultato migliore sono il cielo, che è abbastanza piatto e vuoto e la leggibilità dei dettagli della facciata (come ha rilevato l'amica Flavia). Allora provo a "immaginare" lo scatto con tali variazioni. Ebbene per me non si avrebbe alcun miglioramento rispetto a come è ora, ma semplicemente variazioni che non sarebbero in grado di dare un plus alla scena. Addirittura forse toglierebbero qualcosa al mood costruito. Almeno, io la penso così. Per me va bene come è stata fatta.

Marco
Mantova
Mantova di 1962 commento di pamar

Vero, luce non entusiasmante. ma è veramente veritiera (scusate il gioco di parole). In giornate uggiose ed invernali l’atmosfera che si respira in quelle zone è proprio così. D’estate/primavera si incontrano giornate veramente cristalline ed abbacinanti, ma con la brutta stagione…..Per chi ha familiarità con essa ci si sente trascinati “dentro” l’immagine che immancabilmente mima il luogo come è dal vero.

Marco

PS a mio gusto Mantova è veramente una bellissima città. Non troppo caotica, piena di storia, arte e zone naturali limitrofe. Ci sono stato qualche volta, mai abbastanza di frequente purtroppo.
La nebbia agli irti colli ......
La nebbia agli irti colli ...... di fmongili commento di pamar

Amo questa fotografia. Prospettiva aerea affascinante ed ottimamente eseguita. Scenario quasi bidimensionale ma percezione delle distanze grazie alle tinte che diventano sempre maggiormente eteree con l’allontanarsi dal primo piano. Le scene nebbiose e con atmosfera non limpida “vengono” in questo modo e per me sono di indubbio fascino. Dagli alberi e caseggiati in primo piano piu’ definiti e contrastati, andando verso lo sfondo gli oggetti sono sempre piu’ eterei e lievi, fino a giungere ai monti sullo sfondo, dei quali si percepisce la lontananza grazie alle tinte soffuse ma che formalmente paiono a ridosso del primo piano. E poi trovo che questo scatto abbia il pregio di riuscire a trasmettere la sensazione che si prova vedendo dal vero la scena; il freddo e la nebbia sembrano essere presenti. Non è poco considerando che una fotografia la vediamo solamente e non la “sentiamo” con gli altri sensi come è dal vivo. Ottima proposta. Da stampare su supporto matte.

Marco
Piscinas
Piscinas di littlefà commento di pamar

Quando ho letto il titolo di questa proposta subito ho “dovuto” aprire il post per dare un’occhiata, spinto da un impulso irrefrenabile. Piscinas…ci sono stato in vacanza anni fa, anzi a dire il vero risiedevo a torre dei Corsari, ma a Piscinas ci sono andato un paio di volte. Negli anni ho girato la Sardegna in lungo e in largo (a dire il vero solo le coste e zone turistiche), ma un luogo come Piscinas mi è rimasto impresso in modo indelebile. Stupenda la spiaggia ma affascinanti le dune che la fiancheggiano e la strada che scende al mare. Via dove sono visibili alcune strutture di quella che è stata una zona mineraria. Da strumenti vari ad edifici minerari a caseggiati. Io ci sono stato più di 10 anni fa ma ricordo i corsi d’acqua che erano ancora di colore rosso mattone segno delle passate attività. Una strada dove si percepiscono ancora oggi le sensazioni del passato. Un viaggio attraverso il sudore e la fatica fino ad una costa che oggi è paradisiaca e luogo di svago ma che in passato fungeva da zona di carico dei convogli minerari e delle imbarcazioni per la spedizione dei carichi….scusa, mi sono perso trascinato dai ricordi e non ho parlato della tua fotografia.

Marco
st
st di pulchrum commento di pamar

Potrei dire decine di cose su questo scatto: che è semplice e pulito, che non ci sono deleterie sovrapposizioni di forme ecc. Ma ne dirò una sola, che poi é il dettaglio che mi è balzato subito all’occhio e che trovo il vero plus della fotografia. Mi riferisco a come è disposta la mano: le dita “seguono” il profilo dell’arco, lo disegnano e si stagliano sullo sfondo luminoso senza sovrapposizioni e facendo acquistare un senso di armonia e perfezione schematica. Fantastico. Secondo me questo particolare basta e avanza per rendere questo scatto ben al di sopra della media.

Marco
St
St di littlefà commento di pamar

Dimenticavo….ho anche un appunto a questa bella immagine. Trovo visivamente fastidioso quel bitorzolo all’estrema destra dello specchio d’acqua. Tutto curvilineo ed armonico in questo scatto; lui rovina l’armonia formale. Stona ed attira lo sguardo che ci “cozza” immancabilmente.

Marco
St
St di littlefà commento di pamar

Questa è una fotografia di paesaggio naturale che non è semplicemente una fotografia di paesaggio. O meglio, non è una fotografia di paesaggio descrittiva. Se, per analizziamo la fotografia ed andiamo a cercare i connotati che solitamente si vogliono in un’immagine descrittiva, non li troviamo. Nulla descrive con elementi certi e non contestabili il luogo. Non ci sono dettagli fini degli elementi particolareggiati ritratti. La superficie sabbiosa non svela pienamente la sua costituzione, toni e texture. L’acqua del mare non è più semplicemente acqua ma è ridotta ad una superficie liscia, piatta…uno specchio, una lastra, riflettente; ha perso la sua identità e connotazione di elemento liquido e di mare. Niente onde o increspature. Tutti i discorsi sulla risoluzione di talune lenti, sulle linee per millimetro qui non sono essenziali. Diciamo che non è una fotografia paesaggistica che deve soddisfare taluni criteri di questo genere fotografico. Pellicola di grande o medio formato oppure sensore FF con numero ottimale di Mpixell. Resa impeccabile degli elementi e dei dettagli fini. Per assurdo, paradossalmente sarebbe bastata una stravecchia compatta degli albori da 3 o 4 Mpixel per ottenere uno scatto del genere. Non fraintendermi, non sto dicendo che sia inferiore ad una fotografia paesaggistica classica. E’ solo diversa. Diversa perché non punta sulla rappresentazione del reale nel modo più dettagliato ed esplicativo possibile. Questo, a mio giudizio, non è una fotografia di un paesaggio ma piuttosto una rappresentazione di un paesaggio. Incentrata non sulla dovizia di dettagli esplicativi per descrivere ogni aspetto di esso concreto e reale. E’ una interpretazione di un luogo non basata su una semplice descrizione fisica e legata alla concretezza dei suoi elementi, ma che essi rifugge incentrandosi sull’ interpretazione di essi e trasposizione di essi per comunicare sensazioni . Non allora un’immagine descrittiva ma che vorrebbe fornire un mood attraverso un’interpretazione del concreto. E qui’ entra in gioco la modalità adottata per scattare la fotografia: esaltazione delle geometrie, linee e forme. Un paio di zone di tonalità cromatiche opposte come vivacità e cromaticità (cielo/riflesso e sabbia scura) e forme che grazie alla suddetta colorazione sono ottimamente separate e definite. alternanza accattivante e piacevole di forme sinuose e piacevolmente discordanti per tinta. Interessante notare come quasi tutti coloro che hanno commentato il tuo scatto prima di me abbiano detto qualcosa circa l’atmosfera o quanto gli trasmette questo scatto piuttosto che semplici considerazioni solo “fisiche” da paesaggio/oggetto. forse allora avendolo considerato 2diverso” da un paesaggio fisico qualcosa ci ho azzeccato. Ottimo.

Marco
Brescia - P.zza della Loggia
Brescia - P.zza della Loggia di ant64 commento di pamar

Però io forse (forse, non ricordo perfettamente a dire il vero) ho un ricordo di un fotografo paesaggista americano...

Marco
Brescia - P.zza della Loggia
Brescia - P.zza della Loggia di ant64 commento di pamar

teresa zanetti ha scritto:
Non è una leggenda!
Quel fotografo si chiama Guido Guidi......
Teresa


Ok!

grazie

Marco
Brescia - P.zza della Loggia
Brescia - P.zza della Loggia di ant64 commento di pamar

Non saprei se si tratta di una leggenda, ma ho letto in passato (e sono propenso a credere sia un fatto reale) di un fotografo che ha aspettato mesi e mesi per immortalare un luogo paesaggistico con le condizioni atmosferiche che desiderava e voleva. Questo fotografo aveva assistito ad un momento atmosferico e di luce particolarissimo presso uno scorcio che desiderava immortalare, ma sfortunatamente in quell'occasione era privo di macchina fotografica. E’ tornato varie volte, lungo un lasso di tempo molto lungo, per rivivere e ritrovare quelle condizioni. Ogni volta rimanendo deluso e non facendo nessuno scatto, perché non era quello desiderato e conscio che non avrebbe ottenuto la fotografia che voleva. Ma chi la dura la vince e alla fine è riuscito a rivivere quella particolare situazione e a fare il suo scatto.
Quanto fa la differenza, a parità di soggetto, fra una fotografia buona ed una fotografia affascinante non è solo la correttezza di esecuzione ma in special modo la particolarità del momento e situazione ritratta.
Questa fotografia è un poco un emblema di come condizioni propizie ed interessanti possano “trasformare” un’immagine formalmente ineccepibile come framing, geometrie ed inquadratura in qualcosa di particolare e sopra le righe. Buonissimo scatto.

Marco
Alba ...
Alba ... di critrab commento di pamar

Non c’è niente da fare, è proprio così. Lo dice la parola stessa. Fotografia, scrivere con la luce. Certo, con tutti i software moderni e con il digitale è relativamente semplice e fattibile ritoccare questo e quello ed ottimizzare ogni dettaglio. Ma per quanto uno smaneggi e faccia, una foto con un’illuminazione efficace e con effetti di luce accattivanti la ottieni solo scattando in situazioni che sono particolarmente propizie dal vero. E questa fotografia direi che ne è un esempio lampante. Ottima.

Marco
Collina e cipressi..
Collina e cipressi.. di Arnaldo A commento di pamar

Ciao Arnaldo, sarò sincero al massimo. Dopo le tue stupende prove alle quali ci hai abituato ultimamente questo scatto (secondo me) presenta qualche punto migliorabile. Si tratta di un’immagine piacevole beninteso, lungi da me bocciarla, ci mancherebbe. Semplicemente ci vedo un qualcosina di migliorabile per farla passare da buona ad ottima. Poi sai, magari si tratta solo di mio gusto personale e tu e gli altri non la pensate così. Prima di tutto un rilievo positivo riguarda la volontà di presentare un’immagine di una campagna con cipressi diversa dalle solite viste. Hai incluso una buona porzione di primo piano fino ai 4/5 del fotogramma in estensione. Un prato privo di altri oggetti ma non monotono grazie all’interessante texture dell’erba e soprattutto per le due colline (una dietro l’altra) che danno tridimensionalità alla scena. Donano anche una piacevole simmetria essendo giusto nel mezzo del frame. Quanto non mi esalta è quella porzione di prato in primissimo piano prima dell’alzarsi della prima collinetta. Secondo me stona per essere “diverso” (piano e leggermente piu’ giallastro rispetto al resto dell’erba). Ho provato a coprirlo con un foglio e a mio gusto l’immagine migliora nettamente. Poi (ma potrebbe dipendere dal web) vedo intorno ai pioppi un poco piacevole righino bianco, in special modo quelli che si stagliano sul cielo (contrasto di per se’ elevato e recupero delle ombre ?). A parte questo, come ti dicevo una bella idea.

Marco
la nuvola rossa
la nuvola rossa di elis bolis commento di pamar

Caspita, ci vedo un faro acceso nella notte. In un paesaggio dove predominano le tinte scure e le ombre e quasi monocromatico, quella nuvoletta spicca in maniera incredibile. Uno spot di luce e colore vivo inserito in un paesaggio di ben altro tenore luminoso e cromatico. Ottima la simmetria complessiva data dal riflesso specchiato nel corso d’acqua sia del paesaggio che (immancabilmente) della nuvoletta. La posizione nel cielo della nuvola ? Di primo acchito la riterrei migliorabile, forse giocando per avere una più efficace simmetria del paesaggio tagliando una porzione di parte destra (parte dell’altura con gli alberi) in modo da avere la V disegnata dalle alture al centro…certo, la nuvoletta si sarebbe dovuto aspettare che si spostasse nella direzione giusta (vento permettendo) e bisognava sperare che nel frattempo la luce calda che la illuminava non mutasse. Troppe coincidenze e troppo complicato. A livello pratico bene così…..certo che a livello dei desideri…da una foto molto bella sarebbe uscita una foto super TOP.

Marco
Insieme
Insieme di Flavia Daneo commento di pamar

Flavia Daneo ha scritto:
Caro Marco, non so davvero come ringraziarti per questa tua splendida lettura. Ogni volta che leggo le tue osservazioni alle varie foto che commenti (e le leggo sempre tutte!) trovo non solo spunti di approndimento ma ancor più l'opportunità di sviscerare aspetti che, pur colpendomi, non sempre riesco a penetrare in profondità. Invece tu rendi tutto chiaramente comprensibile, è come se cadesse il famoso "velo di Maya " di schopenhaueriana memoria, sì, proprio quello che ci permette, sollevandolo, di contemplare finalmente l'essenza del reale Ave . (adesso però non montarti la testa, eh! Very Happy Very Happy Very Happy )


Grazie mille per le parole. Non montarmi la testa? Sarà dura dopo quello che scrivi...... così mi gaso.
Comunque il duro lavoro é scattare una buona immagine... ci vuole meno impegno nel parlarne comodamente seduti. E tu ci sai fare.

Marco
Nebbia nella valle.
Nebbia nella valle. di Arnaldo A commento di pamar

Sai cosa mi viene in mente alla vista di questo scatto? Una persona che dice: “Uno, due, tre…partenza e via”. No, non sono impazzito (spero…). Mi viene questa frase, di fronte al tuo scatto perché, a mio avviso, possiede il connotato basilare capace di valorizzare uno scatto soffuso per la nebbia ed il tempo atmosferico. Qualcosa di definito e netto che emerge dal contesto ovattato. La nebbia rende poco definiti gli oggetti ed attenua i toni scuri ed i contrasti. Tutto diviene omogeneamente uguale. Ne deriva che, a fronte di luoghi sognanti ed affascinanti, sovente si perdano riferimenti ed elementi in grado di “prendere per mano” lo sguardo e veicolarlo verso lo svilupparsi del paesaggio. manca una sorta di centro d’attenzione per il fruitore capace poi di introdurre nella scana. Nella tua fotografia vi è non solo un punto d’appoggio ma addirittura tre gradini verso il primo piano che veicolano da un lato all’altro e giù verso il proseguo del fotogramma. Mi riferisco alle tre alture alternate destra, sinistra, destra, più scure e definite del resto del paesaggio. Una sorta di guida direi. Bello scatto, complimenti.

Marco
***
*** di Graziano Racchelli commento di pamar

Bella e d’impatto. Geometrie ineccepibili esaltate da un B&N “estremo”. Solo i due estremi del sistema zonale. Perfetta cosi’, perché sfumature e toni di grigio non avrebbero aggiunto nulla di quanto serve; anzi, avrebbero “indebolito” l’efficacia delle varie linee geometriche che costruiscono lo scatto e lo rendono efficace.

Marco
Agglomerato urbano
Agglomerato urbano di pulchrum commento di pamar

Si, è proprio un agglomerato. Denso, caotico, senza apparente ordine. La scelta di operare questo tipo di inquadratura poi rafforza e sottolinea tali aspetti di densità. Il tutto è fortemente racchiusi nel frame con gli edifici che sono chiusi dai bordi del fotogramma; niente strade visibili, quasi soffocante ed unico spiraglio il cielo sullo sfondo. Ma un cielo fosco e non limpido, quasi una cappa che rafforza il senso di chiusura. Insieme a questa ottima costruzione del fotogramma vi è un elemento (che salta subito all’occhio) e che dona ordine visivo alla scena sincopata; mi riferisco ai due edifici più alti, uno in basso a destra e l’altro nella parte superiore a sinistra. Evidenti per proporzioni e per essere di un ocra caldo. Essi formano i vertici di una diagonale virtuale che conferisce un buon riferimento d’ordine. Ottimio.

Marco
Ade
Ade di Klizio commento di pamar

Klizio ha scritto:
Figurati Marco,
ti capisco benissimo perché nel bn è uno degli aspetti da tenere sempre sotto stretta osservazione, anche se a volte bisogna scendere a compromessi se si imposta un trattamento con un pesante contrasto tonale.
Ma che foto è ... l'hai postata ?
Cmq ... giusto per farti capire ... ho velocemente applicato quella procedura e questa è la versione più morbida che teoricamente potrei usare per una eventuale stampa (ma serve mooolto più tempo e precisione e forse anche una stampa preliminare su cui impostare poi i correttivi).

Ciao


Buon risultato. Non male.

Le foto in B&N dove avevo trovato il problema alla fine ho deciso di eliminarle.

Marco

PS hai un MP
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