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Commenti
Nebbia nella valle.
Nebbia nella valle. di Arnaldo A commento di pamar

Sai cosa mi viene in mente alla vista di questo scatto? Una persona che dice: “Uno, due, tre…partenza e via”. No, non sono impazzito (spero…). Mi viene questa frase, di fronte al tuo scatto perché, a mio avviso, possiede il connotato basilare capace di valorizzare uno scatto soffuso per la nebbia ed il tempo atmosferico. Qualcosa di definito e netto che emerge dal contesto ovattato. La nebbia rende poco definiti gli oggetti ed attenua i toni scuri ed i contrasti. Tutto diviene omogeneamente uguale. Ne deriva che, a fronte di luoghi sognanti ed affascinanti, sovente si perdano riferimenti ed elementi in grado di “prendere per mano” lo sguardo e veicolarlo verso lo svilupparsi del paesaggio. manca una sorta di centro d’attenzione per il fruitore capace poi di introdurre nella scana. Nella tua fotografia vi è non solo un punto d’appoggio ma addirittura tre gradini verso il primo piano che veicolano da un lato all’altro e giù verso il proseguo del fotogramma. Mi riferisco alle tre alture alternate destra, sinistra, destra, più scure e definite del resto del paesaggio. Una sorta di guida direi. Bello scatto, complimenti.

Marco
***
*** di Graziano Racchelli commento di pamar

Bella e d’impatto. Geometrie ineccepibili esaltate da un B&N “estremo”. Solo i due estremi del sistema zonale. Perfetta cosi’, perché sfumature e toni di grigio non avrebbero aggiunto nulla di quanto serve; anzi, avrebbero “indebolito” l’efficacia delle varie linee geometriche che costruiscono lo scatto e lo rendono efficace.

Marco
Agglomerato urbano
Agglomerato urbano di pulchrum commento di pamar

Si, è proprio un agglomerato. Denso, caotico, senza apparente ordine. La scelta di operare questo tipo di inquadratura poi rafforza e sottolinea tali aspetti di densità. Il tutto è fortemente racchiusi nel frame con gli edifici che sono chiusi dai bordi del fotogramma; niente strade visibili, quasi soffocante ed unico spiraglio il cielo sullo sfondo. Ma un cielo fosco e non limpido, quasi una cappa che rafforza il senso di chiusura. Insieme a questa ottima costruzione del fotogramma vi è un elemento (che salta subito all’occhio) e che dona ordine visivo alla scena sincopata; mi riferisco ai due edifici più alti, uno in basso a destra e l’altro nella parte superiore a sinistra. Evidenti per proporzioni e per essere di un ocra caldo. Essi formano i vertici di una diagonale virtuale che conferisce un buon riferimento d’ordine. Ottimio.

Marco
Ade
Ade di Klizio commento di pamar

Klizio ha scritto:
Figurati Marco,
ti capisco benissimo perché nel bn è uno degli aspetti da tenere sempre sotto stretta osservazione, anche se a volte bisogna scendere a compromessi se si imposta un trattamento con un pesante contrasto tonale.
Ma che foto è ... l'hai postata ?
Cmq ... giusto per farti capire ... ho velocemente applicato quella procedura e questa è la versione più morbida che teoricamente potrei usare per una eventuale stampa (ma serve mooolto più tempo e precisione e forse anche una stampa preliminare su cui impostare poi i correttivi).

Ciao


Buon risultato. Non male.

Le foto in B&N dove avevo trovato il problema alla fine ho deciso di eliminarle.

Marco

PS hai un MP
Ade
Ade di Klizio commento di pamar

Ciao Nicola,

prima di tutto ti ringrazio per la dritta sulla possibile correzione del problema tramite lo strumento sfoca. Non l’ho mai provata ma, a naso, dovrebbe andare bene.
Circa il problema del righino bianco io lo vedo bene nella tua foto, in particolare nella zona di roccia (lo spuntone orizzontale) più a sinistra che si staglia proprio contro una nube. Comunque sia, il fatto che io lo veda bene e tu meno non ha poi importanza. non volevo risultare pedante ma il problema del righino bianco è una cosa che mi ha fatto spesso diventare matto e volevo esporre la mia esperienza sperando di essere di utilità ad altri. Dicevo che io mi ci sono scontrato e mi ha stressato in particolare per un lavoro in B&N che stavo facendo ed al quale ero molto legato. Per alcuni scatti sono diventato matto. In particolare mi sono reso conto che taluni difetti che sono visibili poco o pochissimo su file poi emergono prepotenti nella stampa. E ti giuro, pensare che tutto sia OK e poi trovarsi una stampa difettosa non è il massimo. Comunque ti ringrazio ancora per l’idea di correzione con sfocatura.

Marco
Ade
Ade di Klizio commento di pamar

Sottoscrivo le valutazioni positive di chi mi ha preceduto. si tratta di un B&N molto contrastato. Una conversione per esaltare grandemente i contrasti e rendere la scena d’impatto. Capita in tali circostanze, e questa bella scena ne è un esempio, che un B&N con contrasti accentuati porti ad artefatti fastidiosi. Mi riferisco al righino bianco intorno a forme definite quando si stagliano su superfici di luminosità contrastante e toni più morbidi. Vedi in questo caso il bordino intorno alle rocce che hanno il cielo come sfondo. Conosco bene questo fenomeno perché mi ci sono spesso imbattuto ed è caratteristico del B&N mentre il colore “regge” meglio (ma capita anche in quel caso) la spinta delle tonalità per accentuare i contrasti ed i passaggi decisi. Non c’entra nulla, fra l’altro, la riduzione o compressione o i ppi del file perché non si tratta di un artefatto dipendente dalla risoluzione. Sfortunatamente poi, se il fine è la stampa, il problema su carta si presenta con molta maggiore evidenza rispetto al file. Che fare ? Armarsi di santa pazienza e lavorare di fino (anzi finissimo) con il timbro clone (zoom al 200%). Ma non è facile perché si rischia di operare in modo troppo evidente sul bordo dell’oggetto solido.

Marco
Insieme
Insieme di Flavia Daneo commento di pamar

Geometrie spaziali ineccepibili. Questa è la definizione che mi sovviene di fronte a questa fotografia. A parte gli scherzi, questa è una constatazione che motiva la sensazione di pulizia ed armonia che emerge guardando questo scatto e che non è dovuta solamente alla bellezza della scena ritratta ma anche al “modo” che l’autrice ha adottato per immortalarla. Infatti, ne sono convinto, non basta un insieme di elementi gradevoli o una bella scena per ottenere una bella fotografia. La differenza fondamentale che vi è dall’osservare un paesaggio e vederlo in una fotografia è che, per forza di cose, la visione reale ci consente di spaziare in ogni dove con lo sguardo senza vincoli. Una fotografia è solamente una porzione limitata della scena, racchiusa e delimitata dal rettangolo del fotogramma (delimitata comunque, per quanto sia ampio il grandangolo utilizzato)… la fotografia è delimitata spazialmente ma anche temporalmente, non vi è movimento, non vi sono sensazioni sensoriali oltre a quella visiva. Non si “sente” il vento o gli odori o la temperatura o i suoni e rumori. Tutte cose che dal vero contribuiscono a plasmare e completare la scena alla quale stiamo assistendo. Si dice comunemente “hai visto che bel paesaggio”, ma dal vivo a tale sensazione visiva contribuiscono tutta una serie di input di altro tipo, dei quali sovente non ci rendiamo conto. Una foto, come detto si basa solo su quanto è racchiuso nel frame. Una singola immutabile porzione e priva di altri elementi sensoriali. Allora ne deriva che diviene fondamentale come la scena è immortalata nel fotogramma. Spesso si è portati (io per primo) a ritenere inutili pedanterie da fissati le puntualizzazioni o le regole compositive…..ma dai, di fronte ad una bella scena che importa rispettare i cromatismi o le geometrie. Invece, a ben pensarci, tutte queste menate hanno uno scopo ed una utilità. Servono per riuscire, o almeno provare, ad integrare quanto manca in una fotografia rispetto al reale.
Va bene, tutta sta menata per dire come mai reputo tale fotografia ineccepibile geometricamente. Ci sono, immersi in un bel paesaggio, due persone che emergono e sono fulcro della scena sia per la loro posizione centrale che per i colori brillanti e vivi del vestiario. Tinte uniche e inesistenti nel resto della scena. E poi, basilare, ogni linea del paesaggio dalle scie del terreno, alle pozze d’acqua, al crinale dell’altura sulla destra convergono in una direzione che è proprio quella dello sguardo e della direzione del cammino delle due persone. Infine la sabbia bagnata e texturata dalle ondulazioni “costruisce” elemento non monotono del primissimo piano e dona grande profondità spaziale ed ampiezza alla scena, giù fino ai monti in lontananza.
Anche sforzandomi al massimo non trovo nulla che cambierei in questa fotografia.

Marco
ST
ST di Arnaldo A commento di pamar

A volte, oserei dire sovente, sono i dettagli a rendere “qualcosa” di comune, particolare, affascinante e “diverso dal resto”. A renderlo con qualcosa in più rispetto alle altre cose, seppur belle, che non hanno quel quid. Facendo un parallelo con le automobili è come confrontare una vettura base con una uguale ma in versione lusso. In fondo sono uguali, esteticamente sono la stessa cosa…eppure basta un dettaglio della maschera del radiatore o del gruppo ottico oppure un particolare del colore delle finiture o un semplice fregio per rendere diverso, particolare e con maggiore appeal la vettura lusso. Questa fotografia ha quell’elemento capace di trasformarla e renderla sopra lo standard. Si tratta di un bel paesaggio indubbiamente, bel costruito e con bei colori, ma ce ne sono in giro di fotografie del genere, tutte piacevoli e belle. Quanto mi ha colpito è appunto un dettaglio, un singolo, piccolo particolare che “trasforma” il bello in bello e particolare. Mi riferisco al riflesso sulla rena bagnata del cielo infuocato. Fantastico.

Marco
EI-NEW
EI-NEW di red64 commento di pamar

guarda, non sono per niente un esperto di questo genere di foto. Tuttavia la prima cosa che ho notato una volta aperto il post è stato l’avere le due ali tagliate alle estremità…..

Marco
Rami d'inverno
Rami d'inverno di pulchrum commento di pamar

sicuramente non si tratta di una novità. Foto di questo genere ce ne sono. Tuttavia, tolta questa considerazione, la trovo veramente bella. ben fatta e con uno sfondo efficace ed affascinante con le sue tonalità pastello ed il loro degradare l’una l’altra in modo graduale e piacevole. Forse pecca la resa dei rami scuri, ma penso sia dovuto alla compressione WEB.

Marco
Vagamente
Vagamente di liviux commento di pamar

Questa fotografia ha in sé l’elemento che immancabilmente rende un’immagine intrigante. Quando vi è un qualcosa, un’azione, persona, luogo di non chiaro e che si “spiega” nella sua interezza semplicemente mostrandosi allora l’interrogativo che nasce ha sempre un'attrattiva particolare. A mio avviso la scelta di questo B&N granuloso si adatta bene alla scena.

Marco
Mind
Mind di Magh commento di pamar

Una scena uniforme e ripetitiva. Una serie di tronchi d’albero dalle tonalità spente e non brillanti, seppure “impreziosite” dalla bella texture della corteccia. Una base uniforme dove magicamente spicca e diviene centro di attenzione quel piccolo arbusto carico di foglie rosso dorate che è inquadrato spalleggiato da due tronchi (che fanno da cornice) ai due lati e proprio davanti ad un altro tronco che, per la sua tinta spenta esalta ancora maggiormente il suo cromatismo vivace. A mio avviso ottimo.

Marco
St
St di Tia commento di pamar

Le foto “nebbiose” sono sempre affascinanti. A me, ma penso sia una caratteristica generale, piacciono molto. Immancabilmente tuttavia la bellezza di una scena nebbiosa acquista fascino ed impatto positivo se soddisfa alcuni requisiti di “confezionamento” che dal livello di “buona scena” ritratta la fanno passare a quello di “efficace ed appagante esteticamente”. La nebbia avvolge e maschera ogni cosa rendendola eterea e poco definita. In una fotografia, che è parte di uno scenario delimitato da un frame se tutto è etereo e indefinito si perdono i riferimenti e non si ha un punto di ancoraggio per lo sguardo dal quale partire e spaziare lungo la scena. Questa proposta direi che è invece ottimale. vi sono elementi definiti e “ben presenti” : alcuni alberi ed anche una striscia del pendio. Questi elementi aiutano a definire e caratterizzare il paesaggio ed “accolgono” tutto quanto è nebbia e superfici ovattate. Inoltre anche il cielo uniformemente grigio chiaro e nebbioso aiuta a modellare la pendenza del crinale alberato. Per me ottima.

Marco
St
St di littlefà commento di pamar

Una bella immagine che, come ti è stato detto si fa apprezzare per i colori e le tonalità del paesaggio. tuttavia il suo punto di forza si rivela, per assurdo, anche il suo lato debole. Mi riferisco ai due ragazzi che “dovrebbero essere” il dettaglio in più in una foto di paesaggio bellissima ma abbastanza comune 8se comune può definirsi questo stupendo scorcio di Sardegna). Intendo dire che i due ragazzi non spiccano immediatamente. Non solo per le dimensioni ma perché come tonalità risultano immersi fra le pietre, poco visibili. Quindi una bella foto alla quale manca l’evidenza di quell’elemento che sarebbe stato la ciliegina sulla torta.

Marco
Nella nebbia..
Nella nebbia.. di Arnaldo A commento di pamar

Sai perché trovo che sia un’immagine riuscita? Per un connotato secondo il quale è costruita: la fascia nebbiosa “protagonista” e soggetto dello scatto si trova in posizione centrale ed arriva subito, come prima cosa a chi la guarda. Le fasce inferiori e superiori, prato e cielo la delimitano ad hoc. Costruzione ineccepibile che contribuisce a rafforzare e sottolineare l’atmosfera dello scatto.

Marco
S.T. 441
S.T. 441 di Dorian Gray commento di pamar

Uno scatto emblematico. Dimostra come, in fotografia, non serva “il molto” per rendere avvincente ed interessante una scena, se quanto c’è è immortalato in modo coerente ed efficace. Questo scatto si basa su pochi elementi sia costruttivi che cromatici capaci di sottolineare l’ambiente ritratto, facendo emergere la sua brulla desolazione e sottolineandone le caratteristiche. Elemento che attira l’attenzione è senza alcun dubbio quel pezzo bianco sulla destra che “rompe” la monotonia della distesa, al pari della diagonale di sassolini bianchi e la diagonale scura data dal rialzarsi del suolo verso il fondo. Poi ci sono le collinette di terra che “chiudono” la scena sullo sfondo. Vi è infine una porzione di cielo grigio e spento, plumbeo, che direi si adatta efficacemente all’ambientazione complessiva…un cielo vivo e variegato di nubi male si sarebbe adattato alla scena. Avevo un solo dubbio circa l’estensione del cielo. Forse una porzione minore sarebbe stata piu’ efficace; cosi’ ho provato a toglierne una buona porzione: il risultato non mi ha soddisfatto; non apportava miglioramenti ed anzi forse il risultato è meno efficace. Quindi direi ottima cosi’. Complimenti.

Marco
Roma
Roma di GiovanniQ commento di pamar

Una fotografia non standard. Una fotografia fatta con alcuni canoni realizzativi che hanno la capacità di focalizzare l’attenzione su quanto vorrebbe illustrare. Questo scatto sgambetta tutti i canoni comuni che sovente vengono ricercati in uno scatto (in particolare in quelli paesaggistici ma non solo). il “bello” estetico non c’è e non vuole esserci. Quanto è raffigurato è una casa popolare, una facciata di un condominio che mostra alcuni segni della cura non eccelsa e del passare del tempo. Il tutto con una vista chiusa e sincopata che non lascia spazio allo sguardo per cercare oltre. Si, vi è il primo piano ma esso risulta essere una via obbligata ed illustra come il giardino o simile, la zona dirimpettaia sia sulla falsariga dello stabile….poca cura, erbacce incolte e un vialetto lastricato da beole in mezzo alle quali cresce l’erba, segno che il prato non viene curato e rimane basso solo per il passaggio delle persone. Il titolo è in fondo una scusa. Potremmo essere ovunque, nulla indica il posto. La fotografia di una condizione, non di un luogo.

Marco
Disturbing of quiet
Disturbing of quiet di Magh commento di pamar

Magh ha scritto:
Pamar, non è mia intenzione fotografare la realtà, perchè sarebbe impossibile rappresentare qualcosa di astratto e che si evolve nel tempo. Sarebbe impossibile con i nostri mezzi, e non c è obiettivo, macchina, ma ancor di più, ''mente'', che potrebbe immortalare la realtà. A tal proposito ti invito a leggere questo mio articolo:

[url]https://www.antonioaleo.it/post/e-possibile-fotografare-la-realtà[/url]

Oltretutto la scena aveva gli elementi che descrivi, e la differenza di colori tra l'albero in questione e tutto il resto, ha attirato la mia attenzione. Ripeto, senza quest'albero non ci sarebbe stato alcun interesse. Non costringermi a mandarti il raw per zittirti Very Happy scherzo


Ma hai letto la frase che ho in firma?
Leggero' comunque il tuo articolo. Per concludere direi che non ti è chiaro il mio pensiero. Non affermò che l'albero non appare reale o come è dal vero o che è diverso, quello non conta perché la foto non deve e non può rispecchiare la realtà. Dico che nella foto la sua resa appare finta come se manchi di tridimensionalità rispetto al resto. Appare come applicato a posteriori. Quindi non contesto il suo essere così dal vero ma contesto la sua resa e come appare esclusivamente nel fotogramma. Poi questo è il mio libero (e non per forza condivisibile) pensiero, la mia sensazione visiva.

Marco
ponte Visconteo
ponte Visconteo di 1962 commento di pamar

Un bel B&N, pulito ed efficace. La composizione è buona con il soggetto in primo piano e la scena che si estende a destra conferendo spazialità. L’unico elemento che un poco stona è la parte superiore del lampione in primo piano a sx che essendo deformato rivela che hai (di un po’) raddrizzato le linee in pp.

Marco
Disturbing of quiet
Disturbing of quiet di Magh commento di pamar

Magh ha scritto:
grazie pamar per la tua analisi, ma aimè devo un po' contraddirti. Il selettore saturazione non lo tocco quasi mai, ed in questo caso non mi è sfiorata minimamente l'idea. Sarebbe stato un pugno in un occhio. Il tronco di quest'albero, probabilmente morto per via di funghi o qualche altro batterio, era di un rosso intenso, da distinguersi anche ad 1 km di distanza. La cosa che ha attirato ancor di più la mia attenzione, è proprio il suo contrapporsi con il resto della vegetazione, principalmente per le sue cromie, da renderlo surreale. Non amo stravolgere le palette cromatiche o altro. La mia post produzione si basa tutto su piccole regolazioni di colore e di contrasti.


Ciao, torno sull’argomento in conseguenza delle risposte al mio precedente intervento. Ho riguardato lo scatto in questione su un altro monitor. Un poco meno evidente rispetto alla prima osservazione ma le cose non cambiano più di tanto. Non mi permetto di mettere in dubbio le parole di Magh che dice non esserci la minima saturazione. probabilmente la scena, dal vero, presentava di suo una propensione a quell’effetto. Tuttavia non è solo un saturazione a dare un certo effetto ma anche un certo bilanciamento dei colori ad hoc con le curve o i livelli. Non ci vedo un effetto solo di saturazione ma il soggetto "stacca" in modo quasi artificiale (anche una parte di definizione/fuoco/bilanciamento cromatico ecc.). Comunque sia, rimango concorde con la mia precedente valutazione e ribadisco che la foto è bella e valida ma quell’albero va oltre lo spiccare confronto gli altri. Intendo dire che la foto si basa sulla sua “distinguibilità” e diversità dagli altri ed è giustissimo che quell’albero sia diverso in modo evidente; ma, ripeto, tale diversità sfocia in un’impressione di “falso” (scusa la parola ma è solo per essere chiaro. Con falso non intendo le tue intenzioni ma l’effetto). Un qualcosa che nella realtà non è tanto evidente, mentre appare tale su un file.

Marco
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