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| Percorsi di Anna Marogna commento di teresa zanetti |
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Continuo a vederla come una archi-street filosofica, in cui l'uomo sulla destra pare dubitare sul percorso da prendere. Se seguire l'indicazione delle enormi frecce, oppure fare di testa propria.
Continuo a vedere un dialogo, singhiozzante, quasi, come interrotto, a tratti, tra il tessuto urbano e l'uomo che lo abita.
Continuo a fregarmene bellamente di connotazioni e denotazioni (per non dire delle deTonazioni!). O forse no? Ma si sa io con gli ossimori vado meglio che altri con le metonimie
Buon tutto Fata Morgana.
TereZ
Ah! Naturalmente la preferisco! |
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| Provare a volare di teod commento di teresa zanetti |
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Piace molto anche a me. Una scena quasi surrealista, accompagnata da un bel B/N.
E la piccola macchia sul muro sembra qualcosa cui la ballerina tende col viso, per eseguire al meglio l'arabesque.
Ma è una doppia esposizione?
Perché in corrispondenza della danzatrice (sul selciato a sulla sua gamba destra) le ombre sono molto nette, mentre né i pali né il gabbiano ne lasciano.
Buona serata
Tere |
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| s.t. di Alessandro Marzi commento di teresa zanetti |
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Bella, bella.
L'ombra e il parapetto si baciano e il lampione canta, con Aznavour, Et moi, dans mon coin ...
Buona serata
Tere |
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| puzzled di teresa zanetti commento di teresa zanetti |
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C'è un triangolo di luce, nel vertice alto dx.
E il riflesso divide in due triangoli il rettangolo formato dalle 15 finestre (le 5 della fila più alta sono occupate unicamente dal cielo, quelle della fila centrale metà e metà tra cielo e riflesso dell'edificio di fronte, le 5 in basso tutte occupate dal riflesso).
A me questi dialoghi tra severo e giocoso piacciono sempre molto (è un tratto tutto torinese non prendersi troppo sul serio).
Grazie davvero a tutti dei passaggi e per i commenti a ciascuno personalmente
Sergio
Anna:
Lodovico
Giacomo
Cristian
Bruno
Cesare
Nicola
Max
Piergiulio
Sergio, Nicola: avete indovinato tutte le "riflessioni" che si sono affacciate alla mia mente nel vedere e comporre la scena.
Giacomo: è vero, ero uscita a fotografare altro e avevo solo il 10-20 con me, ma la luce era particolare ieri sera, non potevo lasciarmela sfuggire. PS: la frase in firma è bellissima.
Crissssssss: lasciala pure. A me fa sempre piacere avere un altro punto di vista. E pensare che la mia mi sembrava persino troppo "sparata" ...
Lodovico e Cesare: mi piacciono le vostre visioni, ogni riquadro con la propria personalità. Ogni riquadro come una casella del calendario di Avvento. Una buona notizia, quindi!
Bruno e Max: statico e dinamico insieme. Non potevate farmi commento più bello.
Max e Piergiulio: la applico! Utilizzo Affinity e lavoro le foto sul Mac, in questo caso ho applicato 0,5 x radius e 4 x factor, scegliendo da "layers" l'unsharp mask filter. E dire che a me sembrava persino troppo ... in effetti le immagini mi piacciono proprio più morbide, difendo sempre questa mia scelta, ma è vero che mi viene fatto notare di frequente.
Anna, last but not least,
Buon tutto a tutti
Tere |
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| Scale di Anna Marogna commento di teresa zanetti |
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Tutto ti è già stato detto, Fata Morgana, e io non direi nulla più di quanto già dissi altrove, per questa fotografia che definii, e continuo a definire, "magica", nel senso che Flusser dà al termine.
Mi piace però, come ogni tanto faccio, mettere una colonna sonora.
https://www.youtube.com/watch?v=qVbbz9HmfGM
Dal disco bellissimo Live from Chicago, di Oscar Peterson The Trio: I've never been in love before.
Buon Tutto. Per tutto
Tere |
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| l'incomunicabilità di teresa zanetti commento di teresa zanetti |
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Grazie Piergiulio, sapevo che mi avresti bacchettata anche tu per la nitidezza mancata ...
E grazie anche (soprattutto!) per non aver scritto "carina"...
Buon tutto e alle prossime.
Tere |
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| °I° di filippo de marco commento di teresa zanetti |
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Intriganti incursioni del quotidiano.
L'occhio piangente in ombra con il sopracciglio in evidenza è, per me, il fulcro.
Straniante.
Mi piace tutto (composizione, resa materica, conversione B/N ...) molto.
Tere |
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| s.t. #18 082017 di Daniele63 commento di teresa zanetti |
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Dolcemente malinconica.
Tutto, dal colore non squillante, alla composizione lineare al migliore amico in attesa, contribuisce a questa sensazione.
Buona giornata
Tere |
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| Tityre, tu patulae.... di Klizio commento di teresa zanetti |
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Bisognerebbe creare una sezione "emotive".
Molto bella, Nicola.
L'uomo è appena appena visibile immerso com'è nella vegetazione, che lo avvolge quasi a volerne preservare il riposo e la quiete.
Davvero tutto parla di silenzio e pace.
Ottimo anche il titolo (anche se questo non è un faggio ... )
Buona giornata
Tere |
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| Untitled di Bruno1986 commento di teresa zanetti |
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E tutti con il passo elastico, proprio come nella celebre copertina!
Curiosi i numeri civici in sequenza sotto la scritta farmacia.
Buon tutto
Tere |
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| 5838 di -Max- commento di teresa zanetti |
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Potenza del nascondimento in giallo.
L'occhio viene attratto (sin dalla miniatura in galleria) dal drappo plastificato (la cui restituzione fotografica è buona assai) appoggiato su un manufatto che, di primo acchito, si identifica con qualche impianto elettrico, visti i cavi e il corrugato. Ma a rifletterci, potrebbe trattarsi di qualsiasi altra cosa.
Ogni qualvolta un elemento viene celato alla vista, il cervello si attiva per cercare plausibili (e a volte anche non) spiegazioni e così inventa una storia che non può essere verificata, a meno che l'autore non sveli l'arcano.
L'immagine, nella sua disarmante semplicità, funziona a dovere.
Buona giornata
Tere |
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| *** di essedi commento di teresa zanetti |
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Ciao Sergio, potenza della natura, che si riappropria sempre velocemente degli spazi che l'uomo le sottrae, non appena ci si distrae.
E così questo edificio disabitato e diroccato si ingentilisce grazie alla vegetazione che lo ricopre, la lento lavorio delle intemperie sull'intonaco.
Mi piace molto (ma in effetti devo ancora trovarla una tua che non mi piaccia).
Buona settimana
Tere |
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| l'incomunicabilità di teresa zanetti commento di teresa zanetti |
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Ma te l'ho chiesto espressamente. E grazie infinite albo49.
E anche a te Cesare.
A me questa visione angoscia molto.
Non lascia scampo.
E però è assolutamente corretta.
Non avrei mai avuto il coraggio di tagliare così, con tutto che, in genere, sono un samurai.
Buon tutto
Tere |
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| Contrasti di Laki85 commento di teresa zanetti |
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Ci ho messo un po', ma alla fine sono arrivata a capire che cosa mi ricordava questa immagine: il Light - Space modulator di Moholy-Nagy.
Un luogo in cui (come nella scultura del grande "anche fotografo" - non fu solo questo infatti ...) ogni elemento è in stretta relazione con gli altri, sia che vi si contrapponga (come i concetti vecchio/nuovo, ad esempio, o retto/curvo), sia che vi si accosti (sempre di strutture edilizie si tratta).
Mi piace tanto di più nella seconda versione, col cielo neutro che esalta le forme e le proporzioni.
A me il palazzo ultramoderno piace molt(issim)o.
Buona domenica
Tere |
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| Ossi di seppia... di Clara Ravaglia commento di teresa zanetti |
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L'astratto nel concreto.
Vetro e riflessi irreali racchiusi in una cornice di legno e pietra e intonaco.
Gli "architetturisti" avrebbero le lacrime agli occhi per la maestria con cui hai saputo restituire la realtà dei materiali da costruzione e per la precisione nel comporre.
Molto suggestivo il titolo, che riecheggia pomeriggi marini al sole ...
Buon tutto
Tere |
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| ... di albo49 commento di teresa zanetti |
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Mi intriga molto, così aperta (nessuna scolastica giustificazione dei vertici) a ogni possibilità, a suggerire che, oltre ciò che si vede, tutto continua.
E la morbidezza crea un effetto quasi evanescente che ben contrasta con la solida concreta presenza della struttura, che resta piacevolmente sottolineata dal dialogo dei colori, attraverso la luce carezzevole.
Un ingentilito Bauhaus.
Buona domenica
Tere |
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| l'incomunicabilità di teresa zanetti commento di teresa zanetti |
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Grazie anche a te albo49 per il tuo passaggio e per il tempo e le riflessioni che mi hai dedicato.
Sempre interessante sondare come ognuno interpreti i concetti a proprio modo e li restituisca in fotografia secondo il proprio sentire.
A me, per dare l'idea di impossibilità di comunicare, pareva necessaria la presenza del contraltare rappresentato dal "fuori" rispetto alla gabbia e dalla coppia di persone sulla sinistra; per te invece è più appropriato creare una sorta di monade, il cui fulcro è la figura nera, ombra di se stessa.
Se non ti è di troppo incomodo, mi farebbe piacere che postassi la tua versione.
Buona domenica
Tere |
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| l'incomunicabilità di teresa zanetti commento di teresa zanetti |
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Grazie Sergio, Clara, Maurizio e Cesare dei passaggi e dei commenti.
In genere le mie fotografie non sono estemporanee, ma frutto di lunghe elucubrazioni. Che poi si concretizzino magari in uno scatto colto nel momento in cui la situazione si è presentata, è un altro discorso, che attiene all'ontologia (all'essenza intrinseca) dell'atto del fotografare.
Quindi no, Maurizio, non ho attenuanti, l'esposizione non è stata frettolosa e nemmeno difficile. Ho avuto tutto il tempo per comporre la scena e esporla: ero infatti lì, appostata già da un po', perché volevo una figura nera che si stagliasse su quello sfondo bianco, che fosse anche imprigionata in quella gabbia, in contrapposizione alle due ragazze che bellamente conversavano sulla panchina (erano anche senza scarpe) godendosi il pomeriggio e senza alcuna intenzione di affrettare i tempi. Si è manifestata, ed è andata a posizionarsi esattamente dove la desideravo. Questa è fortuna.
Sulla restituzione fedele dei materiali da costruzione (così come sul rispetto certosino di tutti i canoni afferenti questa specifica sezione), non mi trovi pienamente d'accordo. Conosco le regole, ma le applico tutte pedissequamente se racconto un'architettura in sé e per sé, se il mio obiettivo è documentare un determinato edificio (o gruppo di edifici) e quello è il solo soggetto dell'immagine.
Non così quando il mio scopo è invece di usare l'architettura per raccontare qualcosa d'altro (e devo ammettere che da alcuni anni a questa parte è quest'ultimo l'aspetto che mi interessa veramente), ma l'architettura è pur sempre parte integrante dell'economia dell'immagine. Ecco che allora ricorro (ci provo, via!) a soluzioni alternative, come la morbidezza in questo caso specifico, o ancora il mosso oppure la composizione anarchica, strumenti di cui mi sono avvalsa in altre circostanze (gli esempi si trovano tutti nella mia galleria), pur cercando di mantenere fermi gli altri canoni della fotografia di architettura.
Magari riesco a trasmettere quello che voglio dire, magari no. Ma, e qui rispondo anche a Cesare, il mio obiettivo non è tanto quello di produrre un'immagine che piaccia (certo, se ci riesco ne sono ben lieta, ci mancherebbe), quanto di proporre uno spunto di riflessione che vada al di là del puro godimento retinico. L'errore è una via sicura per stimolare domande, se non altro quella primitiva quel "perché?" che ci assilla sin da bambini.
Quindi non preoccuparti Cesare se non ti piace, quel che conta è che tu sappia darti una spiegazione della ragione per cui non ti piace.
Infine, sui "forti ed insanabili contrasti": da che cosa sono determinati se non dall'incapacità di parlarsi, dalla difficoltà di comunicare? e a che cosa portano, se si sclerotizzano, se non all'incomunicabilità?
Sergio e Clara: voi leggete le immagini con gli occhi della testa e insieme con gli occhi del cuore. Più che grazie non so che altro dire.
Grazie di cuore per la preferenza sia a Giacomo sia a Clara.
Buon tutto a tutti
Tere |
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| (____) di Klizio commento di teresa zanetti |
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Un assembramento di piccoli uomini di pietra e una sirena tra loro.
Bellissimo quasi grafismo, che conserva la materia grazie alla luce che accarezza.
E sullo sfondo il mare in migliaia di scaglie argentate.
Tutte di gran livello le tue ultime proposte e se commento questa è solo perché sotto alle altre era stato detto già tutto.
Buona giornata
Tere |
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