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| Seduzione al muro di Gino Quattrocchi commento di Il Pugile Sentimentale |
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immagine indubbiamente simpatica e ben realizzata, ma concordo con chi dice che avresti potuto fare di più. mi spiego meglio: questa è un'ottima foto, ben compopsta, buono il bn etc.. ma con questo soggetto a disposizione io mi sarei fermato un'oretta ad attendere il momento irripetibile!
così al volo mi viene in mente ad esempio una ripresa frontale di qualcuno che dalla finestra sbircia un bel paio di gambe.. |
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| Seduzione al muro di Gino Quattrocchi commento di Gino Quattrocchi |
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| belgarath ha scritto: | Ti ringrazio, ma rimango della mia opinione
Qui il grosso del lavoro l'ha fatto l'allestitore, tu hai "solo" scelto un'ottimo modo di rappresentarlo, sia come inquadratura che anche con la sequenza di gambe. Ma è un modo che sento "freddo", formale.
Ci sono delle alternative (che non significano necessariamente il vecchietto stupito, ossia il trito accostamento passante-elemento anomalo) che a mio avviso avrebbero funzionato meglio.
Un saluto  |
se mi ricapita ci riprovo
promesso  |
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| Seduzione al muro di Gino Quattrocchi commento di belgarath |
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Ti ringrazio, ma rimango della mia opinione
Qui il grosso del lavoro l'ha fatto l'allestitore, tu hai "solo" scelto un'ottimo modo di rappresentarlo, sia come inquadratura che anche con la sequenza di gambe. Ma è un modo che sento "freddo", formale.
Ci sono delle alternative (che non significano necessariamente il vecchietto stupito, ossia il trito accostamento passante-elemento anomalo) che a mio avviso avrebbero funzionato meglio.
Un saluto  |
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| Seduzione al muro di Gino Quattrocchi commento di Gino Quattrocchi |
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| belgarath ha scritto: | Posso fare una piccola osservazione? Tanto che lo scatto sia gradevole è fuori dubbio..
Io qui vedo più un ottimo esercizio di composizione che un vero lavoro da streepher.. mi manca il valore aggiunto, quello che va aldilà della rappresentazione. Con un set del genere mi sarei aspettato almeno di veder spuntare le gambe* sopra la testa di qualche passante..
* una coppia o molte? In questo caso è meglio la ridondanza o l'elemento (singolo) alieno? Dilemma...
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rispose tempo fa a questo tuo interrogativo il Don
ti riporto le sue parole, e fece comprendere anche a me il perchè tra le tante provate in quella situazone scelsi questa e non una simpaticissima con il solito vecchietto a testa in sù
"Abbiamo di nuovo l'opportunità di commentare uno scatto in cui si miscelano due elementi diversi, entrambi con il proprio apporto: l'ironia e la presenza dell'uomo.
Nella street photography, come abbiamo più volte ripetuto, l'ironia è un componente molto importante, perchè ci consente di sottolineare alcune delle contraddizioni della vita quotidiana, attraverso situazioni e atteggiamenti curiosi che l'occhio attento del fotografo "street" non si lascia sfuggire. In questo caso infatti l'immagine è giocata con buongusto sulla successione seriale delle....gambe, la cui prospettiva di ripresa ha contribuito non poco a valorizzarne l'impatto. E' da notare come questo elemento prospettico sia in grado di sottolineare ancora di più il soggetto di quanto lo avrebbe fatto una ripresa meno angolata.
L'ultima considerazione riguarda il "segno dell'uomo". In effetti spesso realizziamo immagini dove l'uomo non è direttamente presente, ma alcuni elementi particolari "parlano" per lui, ne indicano comunque il ruolo di protagonista e a volte addirittura ne fanno scaturire un impatto superiore a quello della presenza umana diretta. Edgar" |
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| Seduzione al muro di Gino Quattrocchi commento di belgarath |
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Posso fare una piccola osservazione? Tanto che lo scatto sia gradevole è fuori dubbio..
Io qui vedo più un ottimo esercizio di composizione che un vero lavoro da streepher.. mi manca il valore aggiunto, quello che va aldilà della rappresentazione. Con un set del genere mi sarei aspettato almeno di veder spuntare le gambe* sopra la testa di qualche passante..
* una coppia o molte? In questo caso è meglio la ridondanza o l'elemento (singolo) alieno? Dilemma...
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| Seduzione al muro di Gino Quattrocchi commento di Ueda |
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Farla decantare quasi quattro anni la reso come un buon vino...migliore
perdonami la battutaccia Gino, a fin di bene credimi, non ho resistito quando ho visto la differenza dall'inserimento nella galleria a ora che hai deciso di proporla a critica, ed è stata vista anche qualche migliaia di volte....
mi piace e ti faccio i miei complimenti
tempo fà ho letto un'articolo di Gilardi sulla ripetizione in un'immagine (che molti chiamano ''ritmo'' se si usano i parametri della pittura), Gilardi la chiama usando i criteri della analisi percettiva, una modulazione dei cosidetti patterns visivi, ovvero particolari che si ripetono nell'inquadratura fino a determinare una sorta di texture.
Questa la trovo molto indovinata e riuscita perchè è colta dall'obiettivo in un modo già presente nella realtà, doppiamente bravo anche a cercare una giusta diagonale.
Mi allungo un pò, per chi volesse approfondire il senso della ''ripetizione'' http://it.wikipedia.org/wiki/Ripetizione e a cosa può servire come fotografia/comunicazione: fondamentalmente a sottolineare (appunto ripetendolo) il concetto fondamentale quando si inquadra una scena, e l'autore vuole richiamare l'attenzione dell'osservatore. Si tratta in fondo, di raggiungere un certo grado di ridondanza, in modo che l'intenzione dell'immagine appaia in modo univoca, la sua ripetività fa apparire la foto satura, in cui la presenza ripetuta di un soggetto rende inutile ogni intervento esterno per spiegarne il significato.
di nuovo complimenti  |
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| Seduzione al muro di Gino Quattrocchi commento di Gino Quattrocchi |
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| sanpit ha scritto: | Molto bravo a scovare gli aspetti umoristici della realtà circostante.
Qui la serialità dello "spettacolo" è colta con un'inquadratura ed una composizione da manuale.
Forse appena troppo ai bordi l'ultimo paio di gambe sulla destra, ma si tratta di inezie.
Molto bravo!
Ciao.
Massimo |
a un centometro dall'ultima gamba troneggiava la terribile insegna di una pizzeria... |
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| Seduzione al muro di Gino Quattrocchi commento di Massimo Passalacqua |
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Molto bravo a scovare gli aspetti umoristici della realtà circostante.
Qui la serialità dello "spettacolo" è colta con un'inquadratura ed una composizione da manuale.
Forse appena troppo ai bordi l'ultimo paio di gambe sulla destra, ma si tratta di inezie.
Molto bravo!
Ciao.
Massimo |
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| Un omaggio a Elliott Erwitt di Gino Quattrocchi commento di Clara Ravaglia |
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Sarò tutto tranne che obiettiva davanti a questa foto .... al punto che mi sbilancio a dire che considero questo uno dei tuoi scatti più felici.
Personalmente lo conoscevo da tanto e mi conquistò allora al primo sguardo e il feeling non si è mai spento.
Non si offendano le tue modelle, ma in questa precisa dimensione, in questo ring fotografico in bianco nero, ci regali armonia, tenerezza, signorilità d'atteggiamento e portamento, tutto miracolosamente racchiuso nella personalità di questo altero bassotto, e non è facile, credete.....
Nitidezza, volume e tanta brillante luminosità ad ammantare la pastosità grigia e lucida di questo corpicino ritratto, il muso allungato e gli occhi attenti, volti a guardare il suo punto di interesse, che stavolta non coincide con il nostro, quello che noi , qui, osservando lui, già troviamo e gustiamo appieno.
il segreto dello scatto già aerre lo ha ben puntualizzato, e il piccolo gigante diventa un nostro pari, quasi proviamo un filo di soggezione davanti a questa inaspettata fermezza, quasi abbasseremmo lo sguardo, se all'improvviso si volgesse a guardarci.
Ma il guinzaglietto è un'altra chicca, reso vibrante dallo sfocato, ma teso..... al punto giusto per essere eloquente, raccontare di un musetto che si volge a sinistra volitivo, repentino, tanto da forzare un pizzico il cuoio, a imporre un sua precisa ma ferma volontà.
Un amichetto di carattere e il ritratto ce lo fa sentire tutto , con energia, con pienezza e soprattutto, dentro l'omaggio del titolo, con inimitabile stile.
Ciao
Clara |
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| Un omaggio a Elliott Erwitt di Gino Quattrocchi commento di Gino Quattrocchi |
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| sanpit ha scritto: | Un'immagine decisamente sopra la media.
Il punto di ripresa basso e le conseguenti scelte di composizione e taglio, caratterizzano lo scatto e sono supportate dalle conseguenti scelte tecniche di maf, pdc, resa dello sfuocato.
Il bianco e nero è semplicemente splendido, caratterizzato da una grande estensione dei toni e da un grande equilibrio generale.
Mi ricorda certe esilaranti foto di animali di Elliot Erwitt.
Bravissimo!
Ciao.
Massimo |
grazie...
infatti se leggi in calce alla foto è un omaggio al grandissimo |
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