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| Esterni di Paolo Dalprato commento di Mario Zacchi |
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| Paolo Dalprato ha tra i suoi temi una rilettura personale dell’ architettura. Nelle sue proposte più valide, come questa, attraverso una forma per me a metà strada tra la fotografia e il dipinto urbano applicata ad una scelta spesso attenta di soggetti, inquadrature, prospettive, astrae i riferimenti delle forme spogliandole della loro originale concretezza e crea sensazioni ed emozioni urbane umane. Al contrario di molta fotografia d’ architettura che s’ illude di essere interpretativa quando in realtà resta confinata nel semplici esercizio grafico dell’ equilibrare le linee dentro al perimetro di un fotogramma: una fotografia fredda che presto stanca. |
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| In salita di reddo commento di Mario Zacchi |
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| Nonostante l' inopportuno titolo (nel senso che non si mette) leggerla in chiave street mi pare impossibile. E pure life è arduo: troppa l' esuberanza dell' architettura nei margini della foto. |
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| Gabriele al lago di opisso commento di Mario Zacchi |
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La luce non è bella, ma la foto ha qualcosa di surreale e perciò meritevole su cui calcherei la mano.
Mi permetto una prova; ma in realtà penso a quei plugin così efficaci nell' imitare il gusto delle foto istantanee. |
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| Maria Giovanna di Francesco Ercolano commento di Mario Zacchi |
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| Bella. Avrebbe meritato pellicola e carta baritata con quei bianchi straordinari. Devi far qualcosa per recuperare la parte alta a sinistra del velo che si confonde (troppo) con il muro. |
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| inbilico di nicomat commento di Mario Zacchi |
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| I colori sono bruttini, ma la foto è una buona intuizione. C' è anche una lieve pendenza a sinistra con ruote sterzate a destra che insieme sostengono l' impressione dello "sforzo". C' è poi la fortuita coincidenza dei colori grigi della cassetta porta attrezzature del camion e dell 'auto che fa apparire il tutto più coeso. |
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| Se mai piovesse ... di petrofilo commento di Mario Zacchi |
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Diciamo che quella sciarpa (suppongo) curiosamente appoggiata sbanalizza la foto.
Se hai sparato alle spalle per questo preciso motivo, perdonato  |
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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Mi ha fatto ricordare Ladyhawke. La storia d' amore del capo delle guardie del papa e di una donna di cui il papa è invaghito e che vuole per sé, non voluto. Allora li maledice e l' uno diventa lupo dal tramonto all' alba e l' altra falco dall' alba al tramonto. Così possono incontrarsi come esseri umani solo in un due brevi istanti nella giornata. Oppure in una foto di Opeio  |
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| Torre Pali di Antonino Di Leo commento di Mario Zacchi |
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Simpatica la sfinge, ma non esce subito. Per me in questo casi, quando non hai un' altra figura di raccordo, il centro della foto è più adatto (posto di poterlo usare, chiaro). La tempesta qui è un po' come la sfinge: c' è ma non esce subito. Bisogna guardare in lontananza per accorgesi che c' è una velatura giallognola, una perdita di fuoco che non ha a che vedere con la riprese in sé. Il fatto è che in una foto è già difficile dire una cosa sola e dirla bene (vedi qui la sfinge); figuriamoci due. Ma, aggiungo, non credo che la tempesta fosse l 'aspetto centrale inseguito qui, altrimenti avrebbe fotografato altro. O no?.
Riguardo la citazione di Shore che non leggerei come vanagloriosa, ma piuttosto come una legittima fonte d' ispirazione e anche come, in un certo senso, legittimante un certo modo di fare fotografia, personalmente farei due considerazioni. La prima è che rispetto a Shore sei troppo compassato: tendi a scegliere punti di ripresa costanti, frontali, così equilivrati al punto da risultare, via via, sempre meno attraenti inquanto ripetitivi. Può essere anche un cifra stilistica, ma ... insomma, ci sono scrittori che ti prendono e scrittori che ti addormentano, a prescindere dalla bontà dell' argomento. La seconda considerazione è che a guardare questa e le tua altre foto simili appari più filo ghirriano.
Ultimo. Per quanto legittime siano le fonti ispiratrici, resta un gap invalicabile: chi inventa un modo fa arte; tutti gli altri fanno maniera. |
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