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| VN/ di Piergiulio commento di pamar |
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Dico anche io oooo finalmente!!!
Sono sempre stato piuttosto critico con i tuoi scatti definendoli asettico e non comunicativi, roba da progetto di studio architettonico, freddi e da cad. Questo no, questo è arte fotografica, non è solo precisione asettica e inutile.
Ottimo.....ma caspita non ricadere nel solito tran tran. Hai dimostrato che sei capace di ben altro.
Marco |
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| IMG_4937 di lucaspaventa commento di pamar |
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Molto buona. Bella prospettiva aerea giocata sulle tonalità; con la buona idea del terreno ben definito sul piede del fotogramma che agisce da piede d'appoggio visivo per "condurre" lo sguardo verso il susseguirsi dei piani verso lo sfondo.
Marco |
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| Torre Chianca di Antonino Di Leo commento di pamar |
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Quello che connota (e costruisce) l'immagine è ben presente ed evidente. Che possa piacere o meno è questione di gusti/sensibilità/riferimenti personali. Mi riferisco non solo ai vari elementi fisici ma pure alla colorazione/tonalità/ambientazione/atmosfera. Il resto penso sia marginale.
Marco |
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| Il Pontile di hulk commento di pamar |
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| holden ha scritto: | Sì, il riferimento a Kenna e a quel filone è chiarissimo.
Non ci trovo niente di male a imitare lo stile di chi ci piace, soprattutto se è uno bravo, però il confronto con l'originale è inevitabile.
Nella tua proposta c'è del disordine e non sei riuscito a ricreare la stessa atmosfera sospesa.
I pali in fondo sono in conflitto con l'orizzonte.
Inoltre il cielo non è quello giusto per questo genere di foto. Nella parte in alto è confuso, mentre nel riflesso, con la posa lunga, si è trasformato in delle macchie bianche che funzionano poco.
Attenzione anche al trattamento della skyline delle colline.
Da riprovare  |
Holden, non sono per nulla d’accordo. Parto dal presupposto che è lecito, corretto e (anche) formativo prendere ispirazione e spunto da altri autori per scattare le proprie fotografie. Poi successivamente se uno ha idee, voglia e capacità sviluppare un proprio stile. Ho parlato di “prendere spunto ed ispirazione”; diverso discorso è fotocopiare pari pari. Ognuno ha una propria personalità e visione che si traduce anche nel suo operato.
Infine non “vedo” nelle mie corde la tua disamina. Per esempio io preferisco la disposizione dei pali adottata da hulk che conferisce profondità “conducendo” lo sguardo. Tra l’altro i pali non si impastano sovrapponendosi con la linea dell’orizzonte (cosa che invece – udite udite – si ha nello scatto di Kenna).
Il cielo ? Forse si, quello poteva essere migliore.
Marco |
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| Torre Pali di Antonino Di Leo commento di pamar |
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Tornando sulla questione “guerra con l’ovvio” devo dire come il mio pensiero si sia mosso negli ultimi tempi. Sono sempre stato un sostenitore della fotografia che è oltre il semplice bello estetico. Sono sempre stato anche contro chi sostiene l’unicità ed importanza preponderante dell’artigianalità; artigianalità intesa come esaltazione della manualità in fotografia. Per capirci, se l’unico criterio fosse la bellezza estetica e l’artigianalità non ci sarebbe paragone fra un Adams ed un Serrano. Invece sono entrambi (nel loro ambito) dei notevoli personaggi.
Dicevo che pero’ il mio “modo di vedere” si è un poco spostato negli ultimi tempi (evoluto o involuto non saprei…). Apprezzo sempre maggiormente il lato concettuale di un lavoro rispetto alla semplice e sola bellezza estetica, ma voglio la presenza anche dell’aspetto estetico a fianco di quello concettuale. Attenzione, non sto parlando di bellezza estetica, ma di armonia estetica. Secondo me il lato contenutistico e concettuale deve esserci in maniera esplicita, ma a fianco deve esistere anche una costruzione del lavoro armonica e “visivamente” ad hoc (non visivamente bello ma visivamente ben fatto).
Marco |
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| Torre Pali di Antonino Di Leo commento di pamar |
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Il dibattito e scambio di opinioni scaturito dal post di questa immagine ha sviscerato opinioni e vedute antitetiche ed interessanti. L’autore cita Shore come “fonte” relativa alla tipologia della sua proposta, asserendo che i punti criticati non tengono conto di questo, ma che l’immagine si basa su parametri completamente diversi da quelli criticati. In effetti, per un utente/fruitore, valutare un’immagine è perfettamente lecito, ma un conto è esprimere il proprio apprezzamento o non-apprezzamento dell’immagine, un altro paio di maniche è ritenere sbagliata la tipologia dell’immagine stessa. Sarebbe come valutare un’immagine di Misrach seguendo i canoni adottati da Adams (o vice versa); grandi entrambi ma diversi e non accomunabili nei metri di giudizio. Mi ricorda una discussione (su un altro sito internet) “nata” relativamente alle fotografie di William Eggleston. Non conoscendo le motivazioni della sua produzione ed ignorando i perché di determinate caratteristiche dei suoi scatti, molti li giudicherebbero negativamente. In effetti il suo lavoro spesso non rispetta i “canoni” estetici oggi comunemente accettati. Ne nacque una contrapposizione fra detrattori e favorevoli, spesso dettata dalla non conoscenza del personaggio dei primi. Molti invece, pur conoscendo la basa concettuale che sottende la sua produzione, non la giudicavano in maniera positiva, argomentando le proprie opinioni. In pratica il fulcro della questione è sempre lo stesso: (data comunque la conoscenza dell’argomento trattato) da una parte i fans della produzione con elementi concettuali e non basati non sulla sola estetica; dall’altra i fan della bellezza e perfezione estetica e formale.
Personalmente posso dire che il capire ed apprezzare lavori “altri” rispetto al solo accattivante esteticamente, ma con contenuti e concetti che sono “oltre”, richiede spesso la conoscenza delle motivazioni che hanno portato l’autore ad abbracciare ed adottare un certo canone espressivo.
Tornando allo scatto di Antonino, vedendo le sue proposte attinenti, e conoscendo il settore dove vanno a parare, è logico capire il perché di talune scelte estetiche ed espressive, frutto di una precisa volontà, e non di casualità. Direi che invece non vi è un singolo spiraglio di casualità in tale immagine.
Se posso muovere un appunto ad Antonino riguarda però la modalità di presentazione di queste immagini e di valutazione delle critiche ricevute. Prima di tutto per me (per me, posso benissimo essere in errore) un lavoro di questo genere meriterebbe e dovrebbe essere presentato non come scatti singoli ma come un portfolio. Questo perché, non essendo un lavoro che si basa sulla sola bellezza estetica, potrebbe essere in grado di comunicare la sua concettualità in maniera efficace ed esaustiva come lavoro completo. Per esempio, analizzando questo scatto, una buona metà dei commenti si focalizzava sulla presenza/visibilità della tempesta di sabbia……Che si veda o meno è davvero importante al fine della valutazione e comprensione di tale lavoro ? Direi di no, come ha detto lo stesso autore. Per quanto riguarda la valutazione delle critiche/apprezzamenti ricevuti penso che l’incitazione a conoscere il background di tale lavoro sia fondamentalmente corretto, un giudizio dovrebbe basarsi sul conoscere quanto si vuole commentare; ma se il rimando a Shore ha senso (maggiore di una risposta diretta), anche una critica all’immagine sarebbe corretta se profondamente motivata e basata sulla consapevolezza del lavoro. Sarebbe una cosa fattibile ? Sicuramente si ma NON con le modalità e tempistiche tipiche di un forum sul WEB. Alla fine i commenti sono (per forza di cose) limitati ad esigue valutazioni. Per questo penso sia piu’ sensato proporre lavori di questo tipo come opere complete che come singoli scatti.
Alla fine il brutto di un post di uno scatto risiede nel suo essere mordi e fuggi, senza consentire tempi e modi che gli dovrebbero essere concessi. Scrivere e leggere qualcosa di articolato su internet è sempre una gran rottura…..io per esempio ho fatto una gran fatica a buttare giu ‘ste dieci righe e, ci scommetto, quanti le hanno lette si sono rotti le scatole a neppure metà.
Marco |
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| --yyyyyyy-- di Piergiulio commento di pamar |
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super corretta architettonicamente parlando, ma (in tutta onestà) monocorde e anonima.
Marco |
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| galleria - Milano di Roberto P. commento di pamar |
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Ma non c’è il pensiero di nessuno a proposito della questione sollevata da questo scatto?
Si potrebbe intavolare un interessante ed istruttivo scambio di pareri e vedute.
Marco |
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| Nel bosco innevato di pulchrum commento di pamar |
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Apprezzo lo sfocato, forte ma non esagerato. Capace di rendere ben comprensibile l'ambientazione e di isolare ed evidenziare bene il soggetto.
Marco |
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| galleria - Milano di Roberto P. commento di pamar |
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| Gennaro Morga ha scritto: |
Se invece vogliamo leggerla sotto un'altra chiave e nn quella di questa sezione , allora trovo la tua foto carina e descrittiva ....  |
Perdonatemi se intervengo allacciandomi all’affermazione di Gennaro, in uno spazio invece dedicato al commento di una fotografia, ma penso che il discorso sia attinente a tale scatto.
Con tutto il rispetto non sono d’accordo con l’affermazione su cosa è o meno attinente alla sezione architettura. Si asserisce che attinente alla sezione è unicamente quanto rispetta criteri di simmetria, rigore ecc. Certamente devono essere rispettati alcuni canoni di conformità architettonica (per esempio le linee cadenti), ma esigere elementi oltre a questi vuole dire “accettare” solo fotografie da studio architettonico. A mio avviso la fotografia è ben oltre al rigore puro (e tirato agli estremi sterile), o meglio il rigore estremo in architettura si applica ad alcuni generi architettonici ma non è per tutti. Architettura non è solo quella dei coniugi Becher. Non esiste solo un’architettura ma molteplici sfaccettature. Il voler imporre solo un tipo rischia di portare ad una conformità monotona. Ripeto: architettura deve essere il rispetto di alcuni canoni di correttezza, ma andare oltre penso porti ad una omologazione deleteria. L’aspetto creativio/artistico (con il rispetto di alcuni canoni) è un arricchimento e sgambetta la prassi monocorde. Considerando per esempio la foto di questo 3ad, una sua rappresentazione frontale e simmetrica avrebbe portato ad un “comune e spesso visto” esempio che, invece, offre una diversa interpretazione, non comune, e stimolante ma comunque corretta architettonicamente. Cosa ne pensate ?
Grazie
Marco |
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| galleria - Milano di Roberto P. commento di pamar |
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| Piergiulio ha scritto: | Visto il risultato ai lati e la nitidezza complessiva no!!
un sorriso
piergiulio  |
Beato te che riesci a giudicare con criterio la nitidezza e cose simili da una riduzione minuscola per il web. Sarò cecato ma io non ci riesco. Sono pero’ ben conscio di un fatto: con un sensore piccolo come quello di una compatta chiudendo anche di poco il diaframma arriva la diffrazione e un f:5,6 è già tantissimo.
Marco |
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| galleria - Milano di Roberto P. commento di pamar |
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| Piergiulio ha scritto: | | Profondità di campo da rivedere..f2.7 non va... |
Non direi. Lo scatto è stato fatto con una compatta. f2.7 non è paragonabile all'apertura di una reflex. E poi alla visione mi pare "abbastanza" estesa la pdc. Che dici ?
Marco |
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| Contrasti interiori di lucaspaventa commento di pamar |
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Non mi pronuncio sull'illuminazione/esposizione che ritengo in questo caso sia questione di gusti. Se cosi' hai scelto è perché cosi' volevi. Come composizione e scelta della disposizione della scena mi sembra ben eseguita.
Marco |
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| S.T. 173 di Dorian Gray commento di pamar |
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molto bella. Peccato solo per il cielo vuoto ed anonimo....ci fosse stata qualche nube sarebbe stata perfetta.
Marco |
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| San Francisco unusual di scarmar commento di pamar |
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Già detto dagli altri, ma lo ripeto: peccato; i lampioni (specie quello di dx.) sono troppo pendenti ed in primo piano per passare inosservati. Si vedono subito e danno un senso di scorretto alla bella scena.
Marco |
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| Esplosione di francofratini commento di pamar |
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Scena fantastica. Forse l'inquadratura avrebbe meritato maggior respiro in alto. La vedo un poco troppo racchiusa nel frame in quella zona, in particolare verso il faraglione con l'onda.
Marco |
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| st di manuels commento di pamar |
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| lucaspaventa ha scritto: | | Non so se è voluto ma secondo me i neri sono troppo chiusi |
in effetti......
Con i neri tanto "neri" si passa repentinamente ai chiarissimi/bianchi.....non ci sono zone con grigi intermedi. Questo rende l'immagine troppo secca.
Marco |
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