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| La grinta dei grandi di fabio1961 commento di Luigi T. |
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Mi unisco ai commenti precedenti, in effetti il viraggio è particolare con neri chiusi. La 10 piace molto anche a me, ottimo momento colto!
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| Cagliari - Il Quartiere Castello di Luigi T. commento di Luigi T. |
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Sisto, grazie per il commento!
In Cattedrale c'era veramente pochissima luce, basti pensare che ho scattato a 1/80 f2.8 iso3200, a momenti non vedevo neppure dove focheggiavo. Piuttosto la complessità delle forme induce a fotografare usando una focale molto ampia, direi 8-10mm, con conseguente effetto fish-eye o comunque provocando linee cadenti. Quindi direi praticamente essenziale un'ottica ts-e.
Per quanto riguarda i particolari, non volevo appesantire ulteriormente il reportage. Però devo dire che visualizzando gli scatti originali, i particolari sono nitidi.
Penso di meritarmi una piccola nota di merito per aver scattato in condizioni di tempo abbastanza sfavorevoli, tra raffiche di maestrale a 40km/h, freddo e pioggia a intervalli... insomma, un vero casino!  |
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| Cagliari - Il Quartiere Castello di Luigi T. commento di Luigi T. |
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In copertina: Cagliari - Interno della Cattedrale di S. Maria Assunta
Reportage: Cagliari – Quartiere Castello
In copertina: interno della Cattedrale
Il Castello (Castéddu 'e susu in sardo, trad. Castello di su) è il principale dei quattro quartieri storici della città di Cagliari. Sorge in posizione preminente, su un colle calcareo, a circa cento metri sul livello del mare. Popolarmente il quartiere è indicato senza l'articolo.
I Pisani fondarono questo quartiere nel XIII secolo, lo fortificarono, dotandolo di mura, torri e bastioni e vi trasferirono le sedi del potere civile, militare e religioso dalla decaduta capitale giudicale di Santa Igia. Da allora, sotto ogni dominazione, da quella Pisana (XIII - XIV secolo), a quella Spagnola (XIV - XVIII secolo) e Piemontese (XVIII - XIX secolo), fino al secondo dopoguerra il Castello ha ospitato i palazzi del potere e le residenze nobiliari, tanto da identificarsi con la città, che non a caso in sardo si chiama Castéddu. Al quartiere ancora oggi si accede attraverso le antiche porte medievali, aperte nelle mura che ancora cingono gran parte del perimetro del Castello, isolandolo dal resto della città.
Il Castello ospita attualmente importanti istituzioni, quali la Prefettura e l'aula Consiliare della Provincia di Cagliari nei locali del palazzo Reale, ubicato nella Piazza Palazzo.
La Parrocchia del Castello è intitolata a Santa Cecilia e ha la sua sede nella Chiesa Cattedrale, la chiesa principale dell'Arcidiocesi di Cagliari, anch'essa nella Piazza Palazzo.
Anche l'Università di Cagliari ha in Castello la sua sede principale, nel palazzo settecentesco che ospita gli uffici del Rettorato.
Porta Cristina, è una porta di accesso al quartiere Castello che collega il viale Buoncammino alla piazza Arsenale.
L'attuale Porta Cristina sostituì Porta del Soccorso, risalente al XVII secolo, e venne edificata nel 1825 in stile neoclassico, secondo un progetto del conte Carlo Pilo Boyl approvato da re Carlo Felice di Savoia. La porta venne chiamata Cristina in onore della regina Maria Cristina di Borbone, sposa di Carlo Felice.
La Cittadella dei Musei è il polo museale della città di Cagliari, situato nella zona nord del colle calcareo su cui sorge il Castello, con accesso dalla piazza Arsenale.
La Cittadella attuale è il frutto di ampie ristrutturazioni e riorganizzazione dei locali dell’area dove i piemontesi installarono il Regio Arsenale.
La Torre di San Pancrazio, di epoca pisana, è la più alta di Cagliari.
L'edificio, uno dei simboli della città (tanto che le torrette nel palazzo civico di via Roma sono state ispirate proprio dalle due due torri pisane), si trova nel punto più alto di Castello, a fianco del Palazzo delle Seziate. La torre venne costruita nel 1305, sotto richiesta da parte dei Pisani, dall'architetto sardo Giovanni Capula
La Porta di San Pancrazio
Museo Archeologico Nazionale
Il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari è il più importante museo della regione nell‘ambito dell‘archeologia.
Slogan Mussolini su palazzo
Su questo vecchio palazzo a Castello sono ancora visibili tracce di slogan fascisti. In particolare qui c’era scritto “Il popolo italiano ha creato col suo sangue l'Impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque e con le sue armi.
Mussolini”
Nei meandri del quartiere – tipica stradina.
Il Palazzo Viceregio
Il Palazzo Reale, detto anche Regio o Viceregio, è uno storico edificio di Cagliari, antica residenza del rappresentante del re durante le dominazioni aragonese, spagnola e sabauda e attualmente sede della Prefettura e della Provincia di Cagliari. Si trova in piazza Palazzo, nel quartiere Castello.
Il palazzo ha origini trecentesche e divenne sede del viceré dal 1337, per volere di Pietro IV d'Aragona. Nel corso dei secoli l'edificio subi diverse modifiche e ampliamenti. Particolarmente significativi furono i restauri settecenteschi; nel 1730, ad opera degli ingegneri piemontesi de Guibert e de Vincenti fu realizzato lo scalone d'onore che conduce al piano nobile, le cui sale furono restaurate nel 1735 dal della Vallea. La facciata ovest, col portale principale in asse con lo scalone, venne sistemata entro il 1769, come si evince dall'iscrizione posta sulla lunetta della porta finestra che si apre sul balcone centrale.
Tra il 1799 e il 1815 il palazzo fu residenza ufficiale della famiglia reale e della corte, in esilio da Torino, occupata da Napoleone.
Nel 1885 il palazzo divenne proprietà della Provincia, che vi stabilì la sua sede di rappresentanza e curò i restauri degli ambienti interni, al fine di adeguarli alla nuova funzione. Nel 1893 iniziarono i lavori di decorazione della sala del Consiglio, ad opera del perugino Domenico Bruschi per gli affreschi e dell'Angeletti per gli stucchi. L'opera si concluse nel 1896.
Ex Palazzo di Città
L'antico o ex Palazzo di Città è uno storico edificio di Cagliari, sede municipale della città dal medioevo fino ai primi anni del XX secolo. Si trova in piazza Palazzo, nel quartiere Castello. Il palazzo ospita la mostra, in esposizione permanente, del Fondo Etnografico Manconi Passino, del Fondo Ceramico della Collezione Ingrao e del Fondo d'Arte Sacra della Collezione Ingrao; è inoltre sede di rappresentanza del sindaco di Cagliari..
Le origini del palazzo risalgono al XIV secolo; nel 1331 infatti le autorità aragonesi concessero l'area dove sorgeva la lotgiam regalem (eretta forse durante la dominazione pisana) ai consiglieri della città, affinché vi edificassero un palazzo per tenervi le loro sedute. L'aspetto attuale dell'ex municipio si deve però alle ristrutturazioni settecentesche, che lo trasformarono secondo il gusto del barocchetto piemontese.
La Cattedrale
La Cattedrale di Santa Maria di Castello, dedicata alla Vergine Assunta e a santa Cecilia martire, si trova a Cagliari in piazza Palazzo.
Duomo del capoluogo regionale sardo, è la chiesa madre dell'arcidiocesi di Cagliari, sede della cattedra dell'arcivescovo metropolita di Cagliari; inoltre è la parrocchiale del quartiere storico Castello.
La chiesa si presenta come un connubio di diversi stili artistici e custodisce sette secoli di memorie storiche della città di Cagliari. Costruita nel corso del duecento, in stile romanico pisano, venne elevata al rango di Cattedrale nel 1258. Quando Cagliari fu capitale del regno di Sardegna, al suo interno prestavano giuramento i rappresentanti dei tre Stamenti (bracci del parlamento Sardo). Nel corso del seicento e del settecento il tempio fu rinnovato secondo i canoni dello stile barocco. Negli anni trenta del novecento venne innalzata l'attuale facciata in stile neoromanico, ispirata al prospetto del Duomo di Pisa.
La Cattedrale, oltre ad essere un importante luogo di culto cattolico, in cui si svolgono le principali celebrazioni dell'anno liturgico presiedute dall'arcivescovo, è uno dei più noti e visitati monumenti di Cagliari.
Interno
All'interno della Cattedrale si trovano diversi ambienti sotterranei destinati alle sepolture di numerosi personaggi. L'unica parte attualmente visitabile è il Santuario dei Martiri, così chiamato perché al suo interno sono collocate 179 nicchie contenenti le reliquie dei martiri cagliaritani.
Braccio destro del transetto (XIV secolo). All'interno dell'arco trilobato è incassato un frammento ofago romano in cui, sul tondo centrale, attorniato da putti, si trova il ritratto del defunto
Strada caratteristica del quartiere
Panorama con particolare sul Palazzo Valdes.
Descrizione: La costruzione fu realizzata in due tempi senza troppi sfasamenti stilistici, anche se le due parti sono nettamente differenti. Il primo blocco si deve al progetto dell'ingegnere Nicolò Mura e fu edificato tra il 1901 e il 1915, affacciandosi sul lato del Bastione di Saint Remy. Il basamento è in granito e in pietra calcarea, mentre la parte decorativa è realizzata con terracotta. L'ampliamento, a monte del primo, è stato realizzato su progetto dell'ingegnere Riccardo Simonetti, risalente al 1926, e si distingue per il fronte avvolgente fino al prospetto sulla piazza Marghinotti. L'esuberante decorazione è in graniglia di cemento colorato, ma il lato lungo la via Sulis, meno importante, ha ornamenti in cotto conseguentemente meno ricchi. Il palazzo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti aerei del 1943 ed è stato fedelmente ripristinato nel dopoguerra.
Il Bastione di S. Remy, sullo sfondo la Sella del Diavolo
Il Bastione di Saint Remy è una delle fortificazioni più importanti di Cagliari, situata nel quartiere Castello. Il nome deriva dal primo viceré piemontese, Filippo-Guglielmo Pallavicini, barone di Saint Remy. Alla fine del XIX secolo venne monumentalmente trasformato in una scalinata, sormontata dall'Arco di Trionfo, che dà accesso ad una passeggiata coperta e ad una grande terrazza panoramica.
Palazzo Boyl
Fu costruito nel 1840 da Carlo Pilo Boyl, marchese di Putifigari, generale d'artiglieria e discendente di Filippo Pilo Boyl, che nel XIV secolo aiutò gli aragonesi a sconfiggere i pisani e ad impadronirsi della rocca della città. A fine 1800 l'edificio appartenne alla famiglia Rossi, come ne simboleggia la "R", scolpita in qualche finestra. Attualmente ne sono i proprietari i conti marchigiani Tomassini Barbarossa.
Torre del Leone
Il palazzo incorpora la Torre del Leone (rinominata erroneamente Torre dell'Aquila) costruita dall'architetto Giovanni Capula, autore anche delle altre due torri di Cagliari: la Torre dell'Elefante e la Torre di San Pancrazio. Venne gravemente danneggiata nel 1708 dai bombardamenti inglesi, nel 1717 dai cannoni spagnoli e infine nel 1793 dall'attacco da parte dei francesi durante il quale perse la sua parte superiore e, ridotta quasi ad un rudere venne incorporata nell'edificio.
Via dei Genovesi
Panorama da Via S. Croce
Basilica Magistrale di S. Croce
La basilica magistrale di Santa Croce è una chiesa monumentale di Cagliari, originariamente sinagoga della locale comunità ebraica prima dell'espulsione del 1492. Dal 1809 la chiesa appartiene all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
L'edificio sorge in Castello, sul bastione di Santa Croce, nello spazio delimitato dalla omonima via, da via Corte d'Appello e dalla piazzetta Santa Croce, dove si trova l'ingresso principale della chiesa.
Interno
L'interno del tempio è a navata unica, voltata a botte, con tre cappelle per lato e breve presbiterio chiuso da abside semicircolare. Tutto il perimetro è percorso da un cornice modanata, retta da paraste.
Le cappelle laterali sono ornate da altari in stile barocco, realizzati in marmi policromi, nei quali, tra colonne tortili e volute, sono custodite diverse opere d'arte, sia scultoree che pittoriche, risalenti al XVII e XVIII secolo.
La volta della basilica venne affrescata da Ludovico Crespi nel XIX secolo, con un motivo a finti cassettoni. Nel presbiterio si trova l'altare maggiore, marmoreo, in cui è esposto un artistico Cristo crocifisso, in legno. Nella parete dell'abside sono gli affreschi rappresentanti i santi Maurizio e san Lazzaro, realizzati nel 1842 dall'artista sardo Antonio Caboni.
La Torre dell’Elefante
La Torre dell'Elefante è la seconda torre medievale più alta di Cagliari, dopo la Torre di San Pancrazio. La torre venne costruita nel 1307, su ordine dei consoli pisani Giovanni De Vecchi e Giovanni Cinquini, dall'architetto sardo Giovanni Capula, che due anni prima aveva edificato la "gemella" Torre di San Pancrazio. Progettò anche una terza torre, la Torre del Leone, recentemente rinominata Torre dell'Aquila, ed incorporata nel Palazzo Boyl poiché venne gravemente danneggiata nel 1708 dai bombardamenti inglesi, nel 1717 dai cannoni spagnoli e infine nel 1793 dall'attacco da parte dei francesi durante il quale perse la sua parte superiore. Nel 1906, ad opera dell'ingegnere Dionigi Scano, vi fu un restauro mirato a riportare la torre all'aspetto originario, soprattutto attraverso la liberazione del lato murato nel periodo aragonese. La torre serviva come baluardo difensivo per i numerosi attacchi genovesi e moreschi. Oltre a servire come difesa era ed è ancora, insieme alla Torre di San Pancrazio, la porta principale per entrare a Castello.
Particolare della scultura che da’ il nome alla Torre. Su una mensola che sporge dal muro, la piccola scultura raffigurante un elefante (scelto in quanto era uno dei simboli usati da Pisa).
Palazzo dell’Università
Il Palazzo dell'Università è un monumentale complesso architettonico di Cagliari, dove hanno sede gli uffici del Rettorato dell'Ateneo cagliaritano e la biblioteca universitaria. Sorge in via Università, nel quartiere Castello. Nel suo progetto di riforma delle università sarde, il re Carlo Emanuele III volle anche la costruzione di una nuova sede dell'Ateneo cagliaritano. Incaricò della realizzazione l'ingegnere militare Saverio Belgrano di Famolasco. L'idea del sovrano prevedeva la realizzazione di un vasto polo culturale, con l'erezione del palazzo universitario, del seminario tridentino e di un teatro, nell'area soprastante il bastione del Balice. Di questo progetto originario, vennero realizzati solo i primi due edifici. La sede universitaria venne inaugurata nel 1770, mentre l'adiacente seminario venne terminato nel 1778. Quest'ultimo fu ceduto all'Università di Cagliari dall'arcivescovo Paolo Botto nel 1955.
So’ di aver fatto numerosi errori, soprattutto per quanto riguarda la composizione. E’ la prima volta che mi cimento nel ramo della fotografia architettonica. |
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| C'era una volta..... di RiccardoC. commento di Luigi T. |
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Concordo, la 1 2 3 4 sono fantastiche, mi hanno ricordato i films dell'orrore, in particolare quello in cui si animavano e sgozzavano i loro "proprietari"!!!
Molto belli anche gli altri scatti, in particolare noto l'ordine e la pulizia!
Bravo!!!  |
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| I segni del tempo di Luigi T. commento di Luigi T. |
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| Claudio R. ha scritto: | A me ricorda molto uno dei robot utilizzati per la seconda serie di Guerre stellari |
| Claudio R. ha scritto: | | Noto con piacere che hai cambiato attrezzatura, auguri!! |
Grazie!!! Non pensavo di riuscirci, però alla fine...  |
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| ...a great light di Luigi T. commento di Luigi T. |
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| gianpilux ha scritto: | Come sai non è certo il mio genere, ma l'immagine è ben realizzata e mi piace quell'uso della luce. Un ottimo risultato.
Ciao
Gianni |
Grazie... tutta luce naturale, e senza diffusore!!!  |
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| arianna di spelafili commento di Luigi T. |
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| Il viraggio mi piace particolarmente. Le luci mi lasciano perplesso, soprattutto quella di sx |
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| Maternità di gianpilux commento di Luigi T. |
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A me piace, bello sia il momento colto che i colori/luce!
Per quanto riguarda il taglio delle mani, son state tagliate all'altezza della parte finale dei seni, quindi potrebbe essere una forma di pudore. Si vedono quel tanto che basta per far capire che è una donna. |
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| Il supermercato per tutti di megthebest commento di Luigi T. |
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Ricco o no, dovrà mangiare pure lui (e anche i poliziotti, staranno facendo la spesa nelle ore di servizio? ).
Un bel colpo d'occhio. Bravo! Aggiungerei solo un minimo di luminosità! |
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| I segni del tempo di Luigi T. commento di Luigi T. |
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Sono i pomelli delle ante di un vecchio mobile. Il viraggio viola mi è piaciuto da subito, dona un aspetto "vintage", però capisco che mascheri l'ossido a cui mi riferivo.  |
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| I segni del tempo di Luigi T. commento di Luigi T. |
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| I segni del tempo su un vecchio mobile, tracce di ossido sui pomelli. Quante ne ha viste, ma quindi il tempo non passa solo per noi! |
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| Cardellino....... di berna commento di Luigi T. |
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Ottimo scatto!
Concordo per il leggermente saturo, anche io vedo le cromie calde. Non scrivi la lunghezza focale, però dato che hai usato il treppiede presumo dai 300mm in su. Ottima la nitidezza! |
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| St di Merola83 commento di Luigi T. |
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Correttamente esposta, nitida, colori ben dosati. Bravo!
Unico particolare: le linee cadenti. Sembra che la "torre" con la scritta philips sia pendente. Dagli una raddrizzata!  |
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