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| ''' di opeio commento di Ettore Perazzetta |
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Qua dovremo avere un contenitore attraversato da un tubo. Nel punto di entrata o uscita dal recipiente la conduttura ha un trafilaggio che porta parte parte del liquido in transito sul fondo del recipiente, "panta rei", tutto scorre. |
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| ''' di opeio commento di marzai |
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| Ettore Perazzetta ha scritto: | Ciò non toglie che, a volte, si possa avvertire come una leggera sensazione di presa per i fondelli, non tanto da parte dell'autore, ma di coloro i quali vanno osannando ipotetici contenuti magari ignoti allo stesso creatore dell'opera.  |
non nomini chi ti appare derisorio e nei confronti di chi, ma voglio specificare che da parte mia non c'è traccia di scherno; rispetto chi percorre un filone personale, intimista, coerente, non commerciale.. e rispetto anche chi percorre strade diverse, commerciali, magniloquenti, e via elencando; questa foto per mio gusto è uno scatto d' Autore, fatta bene ; mi piace, come pure mi può piacere un tramonto di facile presa postprodotto ad arte .. codesto è uno scatto di reazione, di protesta, come lo stesso opeio ha scritto in altra sede ? Se lo è rientra nei canali di un linguaggio civile, lecito, visivamente (a mio gusto) piacevole |
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| ''' di opeio commento di GiovanniQ |
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| Su piattaforme come questa, dove non e' possibile l'incontro con l'autore o lo studio di altri suoi lavori tramite altri strumenti che non siano appunto questo, senza basi consolidate atte a sviscerare e a studiare il modus operandi dell'autore, senza la conoscenza appunto di tutto cio' che e' possibile, in altre forme, acquisire come dati e parametri per meglio cercare di capire, e senza soprattutto la spiegazione a margine dell'autore, abbiamo solo la foto su cui ragionare, e magari le altre passate, ma senza tutto quello che ho appena elencato non capisco ancora molte delle proposte dell'autore e non credo che sia un superficiale nella lettura delle foto, mancano i dati su cui ragionare. Mi piacerebbe che qualcuno meno superficiale di me o quantomeno con quella marcia in piu' che si richiede al fruitore, desse delle spiegazioni non superficiali a questo genere di foto, alla fine io vedo sempre e solo un "indovina chi, indovina cosa" su queste foto. |
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| ''' di opeio commento di Alessandro Signore |
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| Ettore Perazzetta ha scritto: | Ciò non toglie che, a volte, si possa avvertire come una leggera sensazione di presa per i fondelli, non tanto da parte dell'autore, ma di coloro i quali vanno osannando ipotetici contenuti magari ignoti allo stesso creatore dell'opera.  |
Certo, ma è un altro filone di discussione e non mi sembra il caso di mettere altra carne a cuocere il giorno dopo pasquetta...  |
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| ''' di opeio commento di marzai |
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ritengo che la frase che opeio ha in firma sia vera;
perchè a parte i rari(ssimi) casi nei quali l'autore (non opeio in particolare, ogni autore) vuole fare qualcosa di banale (in questa eventualità anche nei suoi occhi ci sarà banalità, voluta ovviamente), in tutti gli altri casi egli cercherà sempre di esprimersi in modo per lui non banale, efficace, comunicativo; sarà il fruitore, colui che guarderà la sua foto, dunque, che vedrà eventuale banalità;
dunque non leggo in questa frase presunzione ; potrebbe pure essere interpretata come professione di modestia, giustificazione ( "se tu, che guardi la mia foto, ci vedi banalità, sappi che io non ce ne ho vista, la mia intenzione era diversa" ) ;
una interpretazione tipo “la banalità è negli occhi di chi guarda poichè non sa capire quel che guarda” è forzosa; un sillogismo decapitato, cui manca la premessa minore (“chi guarda è oligofrenico”), che nella fattispecie non è mai stata detta
.. poi, io non conosco opeio, le sue intenzioniin firma.. è certo in tutti casi, che ha strolgato una frase d'apparenza ambigua che sa pungolare l'interesse  |
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| ''' di opeio commento di Ettore Perazzetta |
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| Alessandro Signore ha scritto: | | No, solo a chi si approccia superficialmente alle fotografie, senza interrogarsi sul vissuto dell'Autore. Ripeto, Francesca Woodman è un esempio lampante della fotografia che racconta di sé, non a caso la sua produzione è quasi interamente basata sull'autoritratto. |
Ciò non toglie che, a volte, si possa avvertire come una leggera sensazione di presa per i fondelli, non tanto da parte dell'autore, ma di coloro i quali vanno osannando ipotetici contenuti magari ignoti allo stesso creatore dell'opera.  |
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| ''' di opeio commento di Alessandro Signore |
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| AarnMunro ha scritto: | | Quindi un linguaggio di difficile od impossibile comprensione ai più? |
No, solo a chi si approccia superficialmente alle fotografie, senza interrogarsi sul vissuto dell'Autore. Ripeto, Francesca Woodman è un esempio lampante della fotografia che racconta di sé, non a caso la sua produzione è quasi interamente basata sull'autoritratto. |
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| ''' di opeio commento di teresa zanetti |
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Mi permetto di intervenire ancora una volta, pur non essendo mio costume.
Io credo che nell'atteggiamento di Opeio nei confronti dei suoi scatti e di noi che li osserviamo sia riposta la massima libertà.
Dopo averli realizzati, li lascia liberi di andare a incontrare tutti coloro che li vorranno guardare.
E lascia liberi noi che li guardiamo di ricavarne ciò che meglio riteniamo.
Potranno dirci tutto. Nulla, a volte. Qualcosa, più frequentemente.
Difficile, in ogni caso, rimaner indifferenti.
E ciascuno di noi di certo si interroga sul significato, mettendo in moto il cervello (altrimenti non saremmo qui a discuterne).
Il che è già una gran bella soddisfazione, per chi guarda e per chi ha scattato.
Buon tutto a tutti
Tere |
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| ''' di opeio commento di Ettore Perazzetta |
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Su questo tipo di immagini c'è poco da discutere, o piaccciono ancor prima di capirle, o non piacciono anche dopo averle capite.  |
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| ''' di opeio commento di GiovanniQ |
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Tutto giusto Mario proprio perche' stiamo parlando di un autore che opta per un tipo di linguaggio personalizzato e che nella maggior parte delle volte non aiuta nella lettura ne' all'interno della foto ne' discutendone dopo che mi convinco sempre di piu' che le sue proposte se non corroborate da dialogo o da spiefazioni a latere, siano un po sterili dal punto di vista dell'accoglienza e della lettura per il fruitore, ci si mette appunto il lettore che non sa o che non vuole capire ma anche l'autore che non vuole o non sa spiegarsi, la firma che ha da tempo inserita la dice lunga su come la pensa l'autore stesso, quindi il tutto appunto ogni volta, si risolve in un Quiz, dove il commentatore spara la sua probabile interpretazione che magari neanche lontanamente e' quella di opeio, e cosi' si passa alla prossima.
A chi giova tutto cio'?
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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| Messa così è diversa da prima. La riposta mia è alla prima cosa che hai detto e cioè che le chiavi di lettura devono arrivare attraverso l' unico mezzo a disposizione che è l' immagine (quella che si vede). Io credo che invece che si debba guardare a tutto il lavoro che uno fa per cercare di capirci qualcosa. Capire non è condividere o apprezzare o non apprezzare. Se una delle foto che ho allegato per dimostrare il paradosso del punto di vista l' avessi pubblicata con un nick a caso ci sarebbe stato da ridere a leggere i commenti (basati sull' immagine). Un grande guaio di ambienti come il nostro e che c' è la tendenza ad ingabbiare la visione incanalandola secondo le buone maniere, con il risultato (già fatto notare anni e anni fa da qualcuno ben più saputo di me in materia) che a volte anche qualche persona partita inizialmente con un po' di sbuzzo ha finito per uniformarsi se non è partita prima per altri lidi. Vorrei ribadire che l' ho inteso come discorso generale e che la foto postata da Opeio qui offre solo il pretesto per parlarne perché lui ha una coerenza in quello che fa. Fosse stata una foto singola di XY senza alcuna corrispondenza nel complesso del suo lavoro il discorso sarebbe stato diverso proprio per la mancanza di qualcosa che, come dici tu, spieghi. |
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| ''' di opeio commento di GiovanniQ |
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| Mario Zacchi ha scritto: | | Il punto è cosa riteniamo ci possa entrare in quel rettangolo, quali motivi uno può avere per riempirlo in un modo o in un altro e come leggiamo quel che ci mette dentro, sempreché si sia capaci di leggere il linguaggio usato. Se uno ci parla in cinese non è che emetta solo suoni disarticolati o senza significato solo perché non capiamo la lingua cinese. . |
Beh no Mario, le chiavi di lettura della foto e delle foto, nella piu' ampia produzione dell'autore, alla fine devono essere inserite in questo tipo di lavori, anche credo con note a margine anche testuali a questo punto altrimenti e' buono tutto, si fotografa qualsiasi cosa con tagli strani, si mette il B/N un po di grana, qualche ombra e il gioco e' fatto, senza una chiave di lettura al fruitore puo' arrivare qualsiasi cosa o nulla, tanto la soluzione non sarà svelata e si va avanti cosi' fino alla prossima foto.
I suggerimenti e critiche ben accetti cosa dovrebbero svlare, proporre, immaginare?
Se non c'è un feedback da parte dell'autore anche dopo svariato tempo, questa cosa rischia di diventare una sciarada, un quiz, un gioco a premi, dove non si vince nulla, solo il fatto di voler dare un senso di volta in volta a foto che hanno senso solo per la non banalità (sigh) di chi scatta. |
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| ''' di opeio commento di paolo cadeddu |
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Solo il genio riconosce il talento....ha detto qualcuno.
Poiché non sono un genio, non riconosco in questa immagine nulla che possa gratificarmi sia dal punto di visto visivo che concettuale.
E' anche vero che ad alcuni immagini di palazzi o animali vari dicono esattamente nulla e quindi l'autore di questo scatto potrebbe dire le stesse cose delle mie fotografie come di altre simili.
E' comunque una immagine che mi ha fatto scrivere un commento,quindi posso pensare in ultimo che forse (ma molto forse) qualcosa voglia dire.
Un saluto |
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| ''' di opeio commento di Alessandro Signore |
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Hai fatto delle rappresentazione del semplice e del quotidiano il tuo marchio di fabbrica, ma qui ti leggo un po' sottotono (come pure nella precedente immagine).
Alle volte, capita che certe immagini funzionino grazie a collegamenti mentali, esperienze, ricordi dell'Autore e proprio per questo siano difficilmente comprensibili ai più. Non c'è nulla di anormale in questo e non è detto che ogni volta si debba ricercare la banalità in chi o in cosa...
Per quanto riguarda gli esempi proposti da Mario, beh, la Woodman è stato un personaggio controverso: solo conoscendo approfonditamente la sua storia si arriva a comprendere (a posteriori) il perché di certe immagini e a ricollocarle a particolari stati d'animo della (all'epoca) giovanissima Autrice. |
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| ''' di opeio commento di Tropico |
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| opeio ha scritto: | Tropico intanto chiarisco che la frase da te riportata è solo un consiglio sincero nato dalle parole di gianuca" probabilmente è un mio limite" se non lo stimassi come fotografo sarei stato zitto .
Invece per la foto se non la trovi interessante io non posso farci nulla di certo non cercherò mai di convincerti di chi sa che cosa .
Klizio rispetto il tuo commento ma disonesto sarebbe non porsi delle domande |
Mi sembra che Klizio, come me ed altri, le domande se le siano poste su questa foto, il problema non è quello ma le risposte alle domande semmai.
Ora se uno risponde che potrebbe essere un suo limite non vederci nulla dimostra umiltà, converrai. Rispondere a sua volta che dovrebbe spingersi oltre dimostra a mio avviso quella presunzione di cui parlavo e che ha generato la durezza del mio commento, per rispondere a Nicola. Per capirci l'ho tradotto come una sorta di: puoi fare di più per capire questa opera ermetica se ti applichi, certo detto in tono affettuoso ma dall'alto di quella presunzione a cui accennavo, non so se mi spiego. E questo a maggior ragione se lo stimi come fotografo, come a dire tu che hai le capacità non vai oltre? E a uno che non lo stimi come fotografo non l'avresti detto perchè non c'è speranza di portarlo a capire la grandezza dell'opera? Tra l'altro la risposta di Gianluca alla tua frase mi è sembrata alla Troisi e cioè dolcemente ironica il che confermerebbe il mio discorso ulteriormente.
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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| Chiaramente è un discorso molto rischioso. E' facile sbagliare se si cerca qualcosa di personale, come è facile sbagliare se ci cerca di leggere questi tentativi. E' certo più facile stare ben saldi su ciò che si conosce |
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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| Visto che è un discorso interessante, lasciamo da parte un momento Opeio altrimenti sembra la sua difesa d' ufficio o, peggio, la difesa di un punto di vista su di lui (o chi per lui). Non è che si debba (o si possa) prescindere dall' immagine perché il prodotto di una macchina fotografica è un' immagine. Una foto per l' esattezza. Quindi non si può discutere davanti a un rettangolo vuoto: qualcosa dentro ci deve essere. Il punto è cosa riteniamo ci possa entrare in quel rettangolo, quali motivi uno può avere per riempirlo in un modo o in un altro e come leggiamo quel che ci mette dentro, sempreché si sia capaci di leggere il linguaggio usato. Se uno ci parla in cinese non è che emetta solo suoni disarticolati o senza significato solo perché non capiamo la lingua cinese. Da gente semplice quale siamo, noi propendiamo per ciò che è figurativo, naturalistico http://www.photo4u.it/viewvet.php?t=367376 e ci sfugge facilmente il resto (a meno che non ce lo abbiano spiegato). |
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| ''' di opeio commento di marzai |
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delicatezza poetica in abito da lavoro usuale; e qui c'è anche l'intersecarsi prospettico di geometrismi (..);
anticommerciale e avanti  |
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| ''' di opeio commento di GiovanniQ |
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| Se le chiavi di lettura della foto non arrivano tramite l'unico mezzo che abbiamo a disposizione per interloquire, ovvero l'immagine, allora abbiamo perso tutti, chi legge e chi scrive con la luce, la banalità e' negli occhi di chi guarda e in questo caso di chi scatta. |
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